Padova, uccide la figlia Alessia Gallo e si toglie la vita. Gli amici: "L'ha uccisa perchè era lesbica"

A scoprire i due corpi senza vita, ieri sera, è stato un parente delle due vittime.

A pochi giorni dall’omicidio di Alessia Gallo emergono nuovi dettagli sulla vicenda, particolari che danno una lettura molto diversa da quanto emerso nei primi istanti. Tiziano Gallo avrebbe ucciso la figlia 33enne perchè non poteva accettare che fosse lesbica.

Sono gli amici di Alessia a denunciarlo, raccontando delle frequenti liti tra padre e figlia e degli insulti omofobi ai suoi amici:

Alessia è morta perché era lesbica. Dopo quel che è successo non si può ignorare questo conflitto familiare che esisteva e per Alessia era un problema serio. L’ha confidato a me

A parlare è l’amico Mirko Zoccarato, che lancia pesanti accuse e si fa portavoce dei tanti amici della giovane che erano a conoscenza della situazione tesa che c’era in casa di Alessia, con un padre con una mentalità troppo chiusa:

La gente deve sapere chi era: mi ha insultato e minacciato solamente perché sono un omosessuale. Mi ha incrociato al bar Centrale di San Giorgio delle Pertiche e mi ha detto: “Vai via frocio di m... spero che un’auto ti tiri sotto”. In un’altra occasione mi ha scansato malamente per aprirsi il passaggio.

E, ancora:

È stata lei ad avvicinarmi in un bar del paese. Evidentemente conosceva la mia storia, perché lì a San Giorgio tutti sanno quanto ho dovuto lottare per dichiarare apertamente i miei sentimenti. Ricordo ancora come si è liberata di tutto ciò che aveva dentro. Mi ha detto che aveva un rapporto “speciale” con un’amica. Ho colto la sua sofferenza, ho percepito tutto il disagio che stava vivendo. In quell’occasione mi ha parlato del rapporto difficile con il padre.

Alessia, è sempre l’amico Mirko a raccontarlo, aveva tentato in ogni modo di farsi accettare dall’unico genitore che gli era rimasto:

Aveva tentato di portare a casa questa amica ma lui, il papà, non la voleva neanche vedere. Non la voleva in casa. Non accettava il modo di essere della figlia e lei soffriva. Io le ho dato l’unico consiglio che si può dare in una situazione simile: le ho detto che se ne sarebbe dovuta andare di casa. Un lavoro sicuro ce l’aveva. Poteva benissimo andare ad abitare altrove. Se non l’ha mai fatto, evidentemente, era perché voleva stare vicino al padre. Dopo la morte della madre, lui era tutta la sua famiglia.

Le indagini proseguono.

Padova, uccide la figlia 33enne e si toglie la vita

Ha ucciso la figlia a colpi di pistola e si è tolto la vita nello stesso modo. I contorni di questa nuova tragedia familiare, scoperta nella tarda serata di ieri a San Giorgio Delle Pertiche, in provincia di Padova, sono ancora tutti da definire.

A fare la macabra scoperta è stato un parente delle due vittime, preoccupato perchè da ore non aveva notizie della cugina Alessia Gallo, 33 anni. I primi rilievi delle forze dell’ordine hanno rivelato che si è trattato di un caso di omicidio-suicidio, escludendo subito ogni altra pista.

Tiziano Gallo, pensionato di 63 anni, per motivi ancora tutti da chiarire, ieri mattina ha preso la pistola calibro 7,65 che deteneva regolarmente e ha esploso un colpo contro la figlia, cameriera in un locale di Padova. Subito dopo ha rivolto l’arma contro se stesso e si è tolto la vita.

L’uomo non ha lasciato biglietti per spiegare questo gesto e al momento non risultano testimoni. Secondo quanto ricostruito, l’omicidio-suicidio sarebbe avvenuto intorno alle 7.30: Alessia Gallo stava ancora dormendo quando il genitore è entrato nella sua stanza e l’ha uccisa sparandole un colpo di pistola alla tempia.

Poi, sempre secondo quanto riferito dagli inquirenti, si sarebbe sdraiato vicino e lei e si è tolto la vita. Vicino ai cadavere un biglietto con le ultime volontà: “Bruciateci e metteteci con mia moglie Maria”.

La consorte, madre di Alessia, era deceduta tredici anni fa per un tumore.

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