Ex imam siriano trovato morto a Londra, ucciso con colpi d'arma da fuoco

La polizia metropolitana indaga sul caso, il religioso era un oppositore del regime siriano di Assad.

Un ex imam di una moschea nella parte occidentale di Londra è stato trovato morto nella zona di Wembley ieri mattina. Si tratta del siriano Abdul Hadi Arwani, conosciuto soprattutto per la sua decisa opposizione al regime siriano di Bashar al-Assad, contro il quale spesso si era scagliato nel corso della sua attività con discorsi pubblici e manifestazione nella capitale inglese. La polizia metropolitana ha rinvenuto il suo corpo dopo essere stata avvisata da una telefonata che denunciava appunto la presenza di un uomo ferito nella zona di Greenhill.

L'uomo non è stato ancora identificato formalmente, ma sappiamo che si tratta di Abdul Hadi Arwani, ex imam della moschea An-noor di Londra. In seguito alla segnalazione sul corpo è giunta la polizia e un'ambulanza, è stato constato il decesso dell'uomo poco dopo. Il suo cadavere giaceva in una Volkswagen Passat di colore scuro di sua proprietà, il corpo presentava delle ferite di arma da fuoco al petto che ne hanno causato quasi sicuramente la morte. A rendere più chiare le cause del decesso sarà l'esito dell'autopsia. La polizia metropolitana, che condurrà le indagini, ha transennato la zona alla ricerca di indizi che possano aiutare a far luce sul caso e ha chiesto a chiunque possa aver visto qualcosa di sospetto intorno alle 10 di ieri mattina di farsi avanti e testimoniare. Per il momento non è esclusa nessuna ipotesi.

Abdul Hadi Arwani aveva studiato in Giordania prima di trasferirsi in Gran Bretagna dove ha anche insegnato, stando alla sua biografia sul sito del London College of Islamic Studies era un'autorità nel campo dei contratti matrimoniali e dei divorzi secondo la legge islamica. Ma soprattutto era famoso per la sua opposizione al regime di Assad. Nel 2012 in un suo intervento aveva raccontato la sua vita in Siria compreso il massacro di Hama, che causò la morte di oltre 30 mila persone, di cui era stato testimone nel 1982, quando aveva sedici anni. Alcune foto delle conseguenze di quel massacro ordinato dall'allora presidente Hafiz al-Asad lo avevano fatto condannare a morte, per questo aveva dovuto lasciare il suo paese natale. La BBC sostiene che il suo profilo era tenuto sotto controllo dalla polizia poiché più volte collegato a gruppi estremisti in passato.

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