Fiat Chrysler condannata a risarcire 150 milioni per la morte di un bambino

La casa automobilistica di Detroit nega le responsabilità. Il rischio è che venga citata in giudizio per casi affini

Fiat Chrysler Automobiles è stata condannata a pagare un risarcimento da 150 milioni di dollari da una giuria Bainbridge, in Georgia. Il giudizio è di primo grado e non è escluso che l'azienda, di cui è amministratore delegato Sergio Marchionne, non venga citata nuovamente per casi affini a quello che stiamo per illustrarvi.

I fatti risalgono al 2012. Remington Walden, un bambino di quattro anni, è rimasto tragicamente bruciato vivo all'interno di una Jeep Grand Cherokee, in seguito ad un tamponamento. Secondo la giuria, la vettura (fabbricata nel 1999) era dotata di serbatoi vulnerabili, difettosi in caso di collisione posteriore. Per questo motivo, nel verdetto, raggiunto in meno di 24 ore, si legge che l'impresa "ha agito in modo incauto o con noncuranza per la vita umana".

Dobbiamo segnalare che nel 2012, la Fiat era appena salita alla maggioranza di Chrysler e dunque non può essere considerata direttamente implicata nella vicenda.

In ogni caso, un portavoce della casa automobilistica di Detroit ha detto al Wall Street Jourinal che non è escluso il ricorso in appello. Jeb Butler, avvocato della famiglia del bambino scomparso, ha voluto invece precisare che "quello che Fiat Chrysler Automobiles ha fatto è inaccettabile, famiglie sono state messe a rischio e la giuria lo ha capito".

La giuria si è mossa rapidamente. Dopo solo due settimane di processo è arrivata alla conclusione che l'azienda ha l'obbligo di versare alla famiglia Walden 120 milioni di dollari per la vita del bambino e altri 30 milioni di dollari per il dolore e la sofferenza subita.

Fiat Chrysler non teme tanto l'esito di questo processo, quanto piuttosto lo scatenarsi di una tempesta giudiziaria nei suoi confronti. Come riporta il Miami Herald, ci sono documenti federali che accerterebbero che almeno altre 75 persone sarebbero morte in incendi causati dal tipo di serbatoio in questione. Questo sarebbe stato applicato ad almeno due modelli della azienda di Detroit: Grand Cherokee e Liberties. E viste le cifre in ballo, non è da escludere che le richieste di risarcimento potrebbero moltiplicarsi.

Secondo la casa automobilistica, la responsabilità dell'incidente andrebbe addebitata al conducente del pickup, con il quale la Jeep ha tamponato. L'automobilista è stato condannato ad otto anni.

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