Mafia nigeriana: undici arresti a Trieste

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Undici arresti a Trieste per una vicenda di commercio di esseri umani: prostitute nigeriane che sarebbero state messe al lavoro in Italia. Un centinaio di donne, vendute come schiave. La mafia nigeriana, per quanto poco considerata "mediaticamente", è una delle forze emergenti della criminalità, soprattutto per quanto riguarda il traffico di cocaina. Su gnosis, l'house organ dell'AISI, cioè il buon vecchio Sisde, se ne parla in questo modo:

Il raccapricciante ritrovamento dei resti mutilati di un bambino nigeriano nelle acque del Tamigi (1) , la clonazione di un sito Internet bancario, una cassa comune che unisce in un rapporto circolare e perverso lenoni e prostitute (2) sono solo alcuni degli originali aspetti di una stessa realtà criminale, quella di matrice nigeriana, in grado di pianificare indifferentemente omicidi atroci, espressione di rituali primitivi permeati da elementi magici, reati informatici di alto profilo tecnologico, originali e fantasiose iniziative imprenditoriali e gestionali applicate al delitto. La versatilità delinquenziale nigeriana costituisce solo l'emergenza di un sistema altamente criminogeno che non può essere circoscritto alle apprezzabili ma non esaustive manifestazioni del traffico di droga e della tratta degli esseri umani. Occorre, invece, cogliere la pienezza della deriva deviante dei fattori socio-economici, religiosi e politici dell'area di origine, che pervadono la proiezione transnazionale delle reti affaristico-criminali

Foto | Flickr

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