Omicidio del Pm a Istanbul: in Turchia bloccato l'accesso ai social network

A Mestre è stato arrestato un latitante turco con cittadinanza austriaca considerato un reclutatore del Dnkp-C.

14:43 - Secondo quanto riferisce Hurriyet online, in Turchia è stato bloccato l'accesso ai social network Twitter, Facebook e YouTube. La decisione sarebbe stata presa dalle autorità perché i sui tre social erano state pubblicate le foto del Pm Mehmet Selim Kiraz ucciso dai terroristi del Dnkp-C.

Lunedì 6 aprile - A Mestre è stato arrestato un latitante turco con cittadinanza austriaca che alloggiava presso una struttura ricettiva insieme con la famiglia ma che è ricercato per terrorismo.
La polizia italiana lo ha fermato in seguito alla segnalazione di alert che è scattata attraverso il sistema online dell'archivio che immagazzina i dati anagrafici di chi alloggia in strutture ricettive e viene registrato dagli albergatori. L'arrestato è un presunto reclutatore per conto del gruppo terroristico Dhkp-C. che lo scorso 31 marzo ha ucciso a Istanbul il Pm Mehtmet Selin Kiraz.
Su di lui pende un mandato di cattura internazionale ai fini dell'estradizione in Turchia a causa della partecipazione nel 1994 all'affissione illegale di manifesti e striscioni e al lancio di molotov ad Ankara, mentre nel 1995 avrebbe compiuto un attentato presso la banca di Konia Street sempre ad Ankara.
L'uomo è stato ora trasferito presso la Casa circondariale di Venezia a disposizione della Corte d'Appello che è competente per procedere nell'iter di estradizione in Turchia.

Ucciso uno dei due attentatori


Mercoledì 1° aprile 2015

17:55 - Due persone armate hanno attaccato nel pomeriggio il quartier generale della polizia di Vatan Caddesi a Istanbul. Ne è nato uno scontro a fuoco in cui sono rimasti feriti due agenti. Uno dei due attentatori, una donna, è stata uccisa, mentre l'altro, un uomo, è riuscito in un primo momento a fuggire ma è stato catturato e arrestato. La notizia è stata riferita da Cnn Turchia.

15:10 - Un volo della Turkish Airlines partito da Istanbul e diretto a Lisbona è stato costretto a fare ritorno all'aeroporto Ataturk a causa di un bagaglio incustodito rinvenuto a bordo. Non è chiaro quanto tempo dopo il decollo abbia invertito la rotta, si sa che stava sorvolando la Grecia, i passeggeri sono poi stati caricati su un altro velivolo per proseguire il loro viaggio verso il Portogallo. È il terzo episodio di questo tipo che si verifica nell'arco di una settimana su un volo della compagnia di bandiera turca. Lunedì un Boeing 777, diretto a San Paolo in Brasile, era stato costretto ad un atterraggio in Marocco. Una nota ritrovata in bagno annunciava una bomba a bordo, le successive ispezioni però non avevano fatto rinvenire nulla. Il giorno prima, domenica, un volo da Istanbul a Tokio aveva dovuto dare ritorno alla base sempre a causa di una nota ritrovata a bordo, anche in quel caso un falso allarme. Il 18 marzo infine un aereo era partito in ritardo da Adana, nel sud della Turchia, a causa dell'ennesimo allarme: in quel caso si è poi scoperto che era stato lanciato da un passeggero che stava per perdere il volo.

13:35 - Sarebbe solo uno l'uomo armato entrato oggi nella sede dell'AKP. A confermarlo i media turchi. L'uomo, ritratto nella foto inserita nel tweet pubblicato qui sotto, è stato fermato.

Mercoledì 1° aprile 2015, 11:00 - Un'altra giornata di tensione a Istanbul dopo quella caldissima di ieri, con la morte del procuratore Mehmet Selim Kiraz e dei suoi due sequestratori.

Questa mattina due uomini armati hanno fatto irruzione nella sede del partito AKP, sempre a Istanbul. AKP è il partito del presidente turco Erdogan, ed è dunque facile immaginare che l'irruzione di oggi possa essere direttamente legata ai fatti di ieri. I due uomini, che hanno rotto una finestra dell'edificio, sono poi stati arrestati. Nessun ferito.

Nella mattinata di oggi inoltre sono stati arrestati - sempre in relazione ai fatti di ieri - 22 giovani attivisti, militanti di estrema sinistra collegati al partito-fronte rivoluzionario per la liberazione del popolo (Dhkp-c).

(A.G.)

Istanbul, è morto il procuratore sequestrato dai terroristi


Martedì 31 marzo 2015

22:24 - Mehmet Selim Kiraz, il procuratore turco rapito dagli estremisti di sinistra che hanno fatto irruzione questo pomeriggio nel tribunale di Giustizia, è morto. Kiraz era rimasto ferito durante il blitz della polizia ed era stato subito portato in ospedale per essere sottoposto a intervento chirurgico. Giungono conferme anche della morte dei due terroristi.

20:08 - Il blitz delle forze speciali sembra terminato, con la morte dei due attentatori. Il procuratore, da quanto si sa, è stato ferito e si trova adesso in ospedale.

20:03 - Le notizie che arrivano dalla Turchia sono poche, visto che nel paese è scattata la censura su quanto sta avvenendo a Istanbul, ma si sa che probabilmente le forze armate speciali hanno fatto un blitz nel palazzo di Giustizia e si sono uditi colpi d'arma da fuoco ed esplosioni.

Martedì 31 marzo 2015 - La Turchia oggi è finita suo malgrado al centro della cronaca internazionale. Prima la notizia del black out che ha colpito l'intera nazione, ora quella relativa a un gruppo armato, che fa riferimento al gruppo di estrema sinistra Dhkp, che ha fatto irruzione nel palazzo di Giustizia di Caglayan, Istanbul, per prendere in ostaggio il procuratore Mehmet Selim Kiraz, che si occupa del caso di Berklin Evan.

Evan è il quindicenne morto durante le proteste contro il governo turco che si sono tenute a Gezi Park e durante le quali venne colpito da un gas lacrimogeno morendo poi in ospedale dopo un coma lungo 9 mesi. Il fatto risale al giugno 2013.

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Gli estremisti che hanno assalito il palazzo di Giustizia - si sono sentiti anche dei colpi di arma da fuoco - hanno impartito un ultimatum, chiedendo che entro metà pomeriggio l'agente responsabile della morte del ragazzo faccia una pubblica confessione e venga poi sottoposto a giudizio da un "tribunale del popolo". Chiedono inoltre la scarcerazione di quanti sono sotto processo proprio per aver manifestato contro la polizia e a favore del ragazzo.

La polizia ha subito circondato il palazzo e le forze speciali hanno fatto irruzione. Stando a quanto riportato da un parlamentare dell'opposizione, il padre di Evlan ha chiesto al commando di rilasciare il magistrato: "Mio figlio è morto, non deve morire un'altra persona".

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