Strage di Erba: le dichiarazioni di Olindo e la lettera di Azouz

Continua il processo ai coniugi Romano per la strage di Erba ed oggi è stata la volta della dichiarazione spontanea di Olindo Romano che, come potete vedere nel video, in cinque minuti ha parlato dei suoi colloqui col criminologo Massimo Picozzi (qui una parte dell'interrogatorio a Rosa Bazzi).

Poi ha accennato qualcosa riguardo agli psichiatri che lo hanno visitato in carcere e ha affrontato la questione dei "pizzini" appuntati scritti dall'uomo nella Bibbia-diario che tiene in carcere.

Eccone qualche esempio: «Accogli nel tuo regno il piccolo Youssef, sua mamma, la nonna e Valeria a cui noi abbiamo tolto il dono della vita», «Concedi la pace a noi umili peccatori» e ancora «abbiamo fatto il loro gioco nella nostra ingenuità, ma non è finita», riferendosi ai magistrati.

L'udienza di questa mattina si è aperta con le dichiarazioni di Roberto Tropenscovino, avvocato di Azouz Marzouk, marito, genero e padre di tre delle vittime, che ha letto una lettera scritta dal suo assistito.

«la Corte d'assise mi ascolti: si devono condannare questi assassini, così non escono più. Si devono condannare Olindo e Rosa per il loro continuare a ridere nonostante in questa aula vi siano ancora persone che soffrono. Si devono condannare, ma non alla pena di morte come chiedevo nei primi tempi ma a un ergastolo senza Dio» scrive Azouz, che poi ha fatto qualche riferimento alla sua imminente espulsione dall'Italia, patteggiata dopo una condanna a 13 anni di reclusione per traffico di droga.

«Ho pagato un conto duro alla giustizia. Voglio ricordare che questo non è il mio processo ma quello agli assassini che hanno sterminato la mia famiglia e altre persone. Vorrei essere trattato come vittima in questo processo. In Italia sono venuto per vivere e lavorare. Mi sono sposato, ho perso tutto: mia moglie il mio angelo Youssuf. Spero di avere altre occasioni nella mia vita».

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