Nuova Zelanda: uccidono e torturano bambina di 3 anni, processata l'intera famiglia

Nia Glassie

La piccola che vedete qui sopra si chiamava Nia Glassie e la sua storia ha molto in comune con quella del piccolo Baby P, di cui vi abbiamo parlato giorni fa. Nia è morta il 3 agosto 2007 a soli 3 anni, di cui la maggior parte li ha passati a subire gli abusi e le torture del compagno di sua madre e del fratello, Wiremu e Michael Curtis, rispettivamente di 19 e 22 anni.

Nel corso di tre anni le hanno fatto di tutto: l'hanno presa a calci, pugni e schiaffi, messa in un'asciugatrice, le sono saltati sopra, le si sono seduti sopra, l'hanno picchiata sperimentando su di lei mosse di wrestling viste in un videogioco e lanciata come se fosse un pallone. Si divertivano a tenerla sospesa sopra un fiamma o a farla cadere dall'alto direttamente sul pavimento duro.

Poi il calcio alla testa che le è stato fatale: la piccola Nia è deceduta dopo ben 36 ore di agonia dovute proprio al calcio sferratole dei due mostri.

A torturarla occasionalmente anche suo cugino, il 20enne Michael Pearson, e la fidanzata di Michael Curtis, la 18enne Oriwa Kemp. Il tutto di fronte ad una madre, Lisa Kuka, 35 anni, che non ha partecipato direttamente alle violenze, ma non ha neanche fatto nulla per evitarlo. Ed è proprio questo il motivo per cui la donna in questi giorni è stata condannata a scontare 10 anni di reclusione per omicidio colposo.

Il processo è tutt'ora in corso e nei prossimi giorni verrà emessa anche la condanna per Pearson e Kemp, entrambi accusati di violenza su minore. Discorso a parte invece per i fratelli Curtis, accusati di violenza su minore ed omicidio, che molto probabilmente verranno condannati all'ergastolo. E sarebbero stati proprio loro i più feroci del gruppo, come emerso durante la ricostruzione degli eventi fatta in tribunale.

Via | OneNews

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