Ex parà arrestato per droga ammette di aver ucciso un rom: sporcavano il fiume

Roberto Costelli ha ucciso Roberto Pantic, 43enne padre di dieci figli.

Il trentanovenne di Calcio in provincia di Bergamo, in stato di fermo con l'accusa di possesso e produzioni di stupefacenti e omicidio, durante gli interrogatori ha negato fermamente di aver ucciso Roberto Pantic spinto dal razzismo. Ha spiegato di voler solo compiere un atto dimostrativo, per spaventare gli occupanti del camper, colpevoli di sporcare la zona circostanze. Costelli si è definito un ecologista:

Sono un ecologista convinto, non un razzista. Quelli sporcavano un luogo che io cercavo di tenere pulito. Volevo solo spaventarli, devo aver sbagliato mira. Non credevo di aver ucciso nessuno, l'ho scoperto leggendo i giornali.

Uccide un rom sparando la camper dove dormiva

Roberto Costelli, 39enne di Calcio, in provincia di Bergamo, è stato arrestato per possesso e produzione di stupefacenti dopo che in casa sua sono stati ritrovati 13 kg e 17 piante di marijuana. Durante l'interrogatorio condotto dal pubblico ministero Carmen Pugliese, però, l'uomo ha ammesso un reato ancor più grave: l'omicidio di Roberto Pantic, rom 43enne padre di dieci figli che è stato ucciso nella notte tra il 21 e il 22 febbraio scorso.

Costelli, ex paracadutista, ha raccontato che quella sera era stato con amici al bar Locomotiv, che si trova a nord di Calcio, nei pressi della stazione ferroviaria. Era mascherato da cardinale per la festa del Carnevale ambrosiano e dopo aver lasciato il bar e gli amici ha raggiunto una stradina e ha sparato contro un camper nello spiazzo vicino al Naviglio cremonese e all'Oglio. In quel camper dormiva Pantic e una parte della sua famiglia, mentre gli altri famigliari erano in un altro camper lì vicino. Costelli ha detto che voleva solo colpire l'esterno del camper, ma un colpo è stato fatale per il 43enne rom.

Costelli si è spesso espresso contro i rom sul suo profilo Facebook e la sua azione più che una bravata sembra un raid razzista, anche se la sua confessione deve essere ancora verificata.

I carabinieri sono arrivati a Costelli proprio attraverso le indagini per l'omicidio di Pantic, perché, puntando sulla pista dell'azione dimostrativa contro i rom, hanno controllato tutti i detentori di armi da fuoco della zona. Quando sono arrivati dall'ex parà, lui ha aperto nervosamente, ha fatto vedere loro una pistola regolarmente registrata e ha detto che ne aveva un'altra, ma che gliel'avevano rubata. Per quel furto, tuttavia, non aveva mai sporto denuncia. I carabinieri hanno trovato in casa sua la marijuana e per questo lo hanno arrestato e portato in caserma dove è stato interrogato e, messo sotto pressione, ha ammesso non solo l'evidente possesso di droga, ma anche l'omicidio di Pantic, dicendo che l'altra pistola, che poi era l'arma del delitto, l'aveva nascosta in un caminetto in casa sua e in effetti è lì che i carabinieri l'hanno trovata.

Oggi è in programma l'interrogatorio di convalida del fermo di Costelli per omicidio e possesso e produzione di stupefacenti. Lo ascolterà il giudice per le indagini preliminari Alberto Viti e lo assisterà il legale Carlo Pressiani.

Roberto Costelli

Via | Corriere della Sera
Foto © Facebook

  • shares
  • Mail