Scontri a Francoforte: liberato l'italiano Federico Annibale

Il giovane è stato detenuto per due mesi e mezzo.

5 giugno - È finalmente finita la detenzione di Federico Annibale, l'italiano detenuto in Germania in seguito agli scontri "Blockupy" di Francoforte. Due mesi e mezzo di carcere, che finalmente giungono al termine, ma con pesanti strascichi: il giudice lo ha infatti condannato a 14 mesi di carcere, pena sospesa con una condizionale di 5 anni. Il che significa che se Federico dovesse commettere altri reati in questo lasso di tempo dovrà scontare la sua pena.

"Ci vorranno un po' di giorni per realizzare del tutto quanto è bello assaporare di nuovo la libertà, per ora mi limito a dire grazie a tutti quelli che mi sono stati vicini", ha detto il giovane attivista.

Scontri a Francoforte: arrestato l'italiano Federico Annibale

25 marzo - C'è un giovane italiano detenuto da una settimana in Germania, per aver partecipato al "Blockupy" del 18 marzo a Francoforte, la protesta per l'apertura della nuova sede Bce, cui hanno fatto seguito diversi scontri. E proprio durante questi scontri, Federico Annibale è stato tratto in arresto.

Secondo quanto hanno raccontato gli amici che erano con lui, Federico si tro­vava seduto su una pachina lungo lo Zeil, la strada com­merciale nel cen­tro di Fran­co­forte, a man­giare un panino quando è stato brutalmente fermato dalla polizia tedesca. A tutt'oggi i legali del giovane non sono riusciti a sapere quali sono i capi d'accusa. Mentre tutti i fermati del 18 marzo sono stata rilasciati, chi per mancanza di prove, chi su cauzione, Federico Annibale è ancora detenuto. Federico è uno studente romano di 20 anni che frequenta il Master in studi dello svi­luppo presso la pre­sti­giosa School of Orien­tal and Afri­can Stu­dies (SOAS) dell’Università di Londra.

Dopo una settimana di quella che è stata chiamata "sospensione dei diritti civili" da parte delle autorità tedesche, che si rifiutano di rilasciare Federico e di ufficializzare i capi d'accusa, i familiari e gli amici del ragazzo hanno fatto partire una campagna sui social per sensibilizzare anche le istituzioni italiane a farsi sentire con la Germania. È nata così la pagina Facebook Free Fede. Qui si adombra l'ipotesi che Federico sia stato usato come capro espiatorio per gli scontri, causati anche da un eccessivo allarme per la manifestazione, e si legge tra l'altro

La polizia ha usato forza eccessiva durante l’arresto nonostante lui non abbia posto alcuna resistenza. Il sistema legale tedesco sta cercando di creare un capro espiatorio al fine di nascondere la propria mancanza di preparazione per la giornata di azione organizzata per evidenziare gli effetti criminali e violenti della Troika e della Banca Centrale Europea.

A Federico ha espresso solidarietà il filosofo Noam Chomsky, mentre si è attivato il coordinamento tedesco di Blockupy e il sindacato degli studenti della SOAS. E finalmente, dopo una settimana di richieste, il caso approda anche in Parlamento: il depu­tato di SEL Era­smo Palaz­zotto ha pre­sen­tato un’interrogazione urgente al mini­stro degli Esteri Gen­ti­loni, chie­dendo alla diplo­ma­zia ita­liana di "atti­varsi per la sua imme­diata scar­ce­ra­zione", mentre all'Europarlamento Eleo­nora Forenza (Altra Europa con Tsi­pras — Gue/Ngl) ha chiesto alla Com­mis­sione Ue se gli appa­rati di sicu­rezza tedeschi abbiano o meno "rispet­tato i prin­cipi san­citi dalla Carta dei diritti fon­da­men­tali dell’Unione".

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