Berlusconi, lettera di addio alle Olgettine: "Vi voglio bene ma non posso più aiutarvi"

Il Cavaliere poi continua attaccando: "Io vittima di una magistratura militante".

Una lettera uguale per tutte, scritta al computer, ma firmata e personalizzata a mano. Così Silvio Berlusconi si è congedato dalle ragazze che spesso erano sue ospiti ad Arcore, le famose Olgettine, dal palazzo in Via Olgettina a Milano Due di proprietà dello stesso Cavaliere dove tutte loro vivevano a sue spese. Una lettera datata 29 dicembre 2013, della cui esistenza si sapeva già da tempo, ad essere svelatoo oggi è anche il contenuto di quella missiva finita negli atti dell'inchiesta cosiddetta 'Ruby ter'.

Berlusconi scrive per comunicare che a partire dal gennaio 2014 non potrà più versare lo "stipendio" a ciascuna di loro, si parla di 2500 euro al mese. La procura di Milano ha stimato che in quattro anni il leader di Forza Italia abbia speso per il mantenimento di queste ragazze due milioni di euro. In apertura il Cavaliere spiega che i processi in corso non gli permetteranno di continuare ad essere generoso nei loro confronti. Per il bene di tutti è meglio fermarsi lì, il suggerimento arriva direttamente dai suoi legali.

Cara... sarai venuta a conoscenza che da alcune settimane sono state depositate le motivazioni relative agli incredibili processi sulle cene in casa mia. Inutile dirti che non c’è nessun riguardo per te e per gli altri ospiti delle nostre cene e che continua su di noi l’ignobile denigrazione che tutti abbiamo assurdamente dovuto subire.

Comincia così la lettera di Berlusconi, poi prosegue con l'annuncio dell'interruzione degli aiuti e le relative spiegazioni. Una decisione dolorosa e sofferta, ma dovuta a causa delle pieghe che stanno prendendo i procedimenti a suo carico:

Ma c’è qualcosa in più. C’è che l’aiuto che io, seguendo l’impulso della mia coscienza, ho continuato a dare a te e alle altre ospiti per lenire gli effetti della devastazione che questi processi hanno causato alla vostra immagine, alla vostra dignità, alla vostra vita, rischia di essere incredibilmente strumentalizzato ipotizzando addirittura dei possibili reati a carico non solo mio ma anche vostro. A questo punto i miei legali pur comprendendo la generosità e l’altruismo della mia iniziativa, mi invitano con assoluta determinazione, a non continuare con il sostegno economico mensile, perché si potrebbe attribuire al mio aiuto e alla mia accettazione una finalità diversa da quella reale. Per queste ragioni sono obbligato a sospendere da gennaio ogni mio contributo.

Poi però il Cavaliere passa all'attacco e apostrofa pesantemente la magistratura che definisce "militante", a servizio della sinistra che soltanto attraverso i giudici è capace di arginarlo politicamente. Sempre parlando a ciascuna delle destinatarie afferma di non aver fiducia nella giustizia italiana e per questo è stato costretto a rivolgersi alla Corte Europea in merito ad una sentenza relativa ad un'altro suo processo, quello Mediaset:

Sono sicuro che tu sei consapevole di quale attacco mi è stato inflitto da una magistratura militante, che fa un uso politico della giustizia per eliminare l’unico ostacolo che si è opposto e che si oppone alla definitiva presa del potere da parte della sinistra. Questa è l’Italia di oggi. Un’Italia senza giustizia, dove per avere giustizia devi rivolgerti alla Corte Europea di Strasburgo come sto facendo per correggere l’assurda e l’indegna sentenza del primo agosto. Mi spiace, mi spiace tanto.

Ma Berlusconi ci tiene a precisare che questa sua decisione non deve essere interpretata come un definitivo allontanamento. Si augura anzi che un giorno tutto possa tornare alla normalità: "Spero, a processo finito, di poterti rivedere e riabbracciare. Ti voglio bene. Silvio". Tre parole accompagnate dal suo nome, vergate a mano su ciascuna delle lettere. Anche questo è destinato a diventare un pezzo di cronaca politica e giudiziaria del paese in questi ultimi anni.

PdL Party Members Gather At Villa Arcore In Support Of Silvio Berlusconi

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