Rilasciato Gozzi, il presidente di Federacciai ed Entella arrestato a Bruxelles

Antonio Gozzi e il suo collaboratore Massimo Croci erano stati arrestati per presunti fatti di corruzione nella Repubblica Democratica del Congo

aggiornamento 18 marzo - Il presidente di Federacciai e Antonio Gozzi ed il dirigente dello stesso gruppo Massimo Croci sono stati rilasciati dopo l'interrogatorio in seguito alla decisione del giudice Michel Claise. Gozzi e Croci erano stati arrestati lunedì sera a Bruxelles nell'ambito di un'inchiesta per tangenti in Congo. (fine aggiornamento)

Antonio Gozzi, amministratore delegato della Duferco e presidente di Entella e Federacciai, è stato arrestato ieri sera a Bruxelles per presunte tangenti, insieme al proprio collaboratore Massimo Croci. Secondo quanto riferito dalla stessa Duferco in un comunicato, è stato il giudice istruttore di Bruxelles a convocare Gozzi e Croci davanti al giudice della Chambre du Conseil entro venerdì per la convalida dell’arresto.

Gozzi e Croci sono accusati di corruzione: secondo quanto pubblicato da alcuni quotidiani belgi, i due avrebbero pagato tangenti a politici e pubblici ufficiali per ottenere appalti nella Repubblica democratica del Congo. I due si sarebbero mossi in due settori: nella metallurgia, core business di Duferco, e nel gioco d’azzardo.

A fare da tramite fra il manager italiano e i politici del Congo era Serge Kubla, sindaco di Waterloo e in precedenza ministro dell’economia. L’uomo, arrestato lo scorso 24 febbraio e scarcerato due giorni dopo, era consulente della Duferco dal 2009 e aveva ammesso alla magistratura di avere consegnato una bustarella da 20mila euro alla moglie del primo ministro congolese Adolphe Muzito, come saldo di una fattura.

Kubla aveva creato a Malta la Socagexi Ltd, una società che fatturava trimestralmente alte somme di denaro alle voci “sondaggio sulle prospettive commerciali in paesi africani (Congo, Guinea)” e “costituzione di una società in Congo”. Con queste modalità erano giunte alla Duferco somme di denaro per un totale di 240mila euro.

La Duferco ha emanato un comunicato nel quale

deplora questa privazione della libertà, tanto più che Gozzi e Croci si sono recati dall’Italia a Bruxelles per rispondere all’invito del giudice d’istruzione.

L’azienda ritiene l’arresto una “maniera di procedere non si può che interpretare come un mezzo di pressione inammissibile” e conclude spiegando che

Duferco rispetta un codice etico restrittivo sin dalla sua fondazione e sottolinea pubblicamente che sia Gozzi sia Croci godono oggi più che mai della totale fiducia del gruppo e dei suoi azionisti.

antonio gozzi

Via | Il Secolo XIX

Foto | Youtube

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