Strage di Palagiano, arrestato il presunto mandante

Il pregiudicato Mimmo Orlando fu crivellato di colpi insieme alla compagna e al figlio di 2 anni e mezzo. Il primo arresto a 12 mesi di distanza dalla strage.

15.00 - La persona arrestata oggi in relazione al triplice omicidio di Palagiano è il 60enne Giovanni Di Napoli, pluripregiudicato per reati collegati alla mafia. Gli inquirenti ritengono che sia stato proprio lui a ordinare la strage per presunti contrasti personali con la vittima designata, Cosimo Orlando.

Il ministero dell’Interno, Angelino Alfano, ha così commentato la svolta nelle indagini:

Avevamo detto che lo Stato sarà implacabile contro chi commette reati infami come questo. E oggi, a un anno dal Comitato nazionale per l'ordine e la sicurezza pubblica, da me presieduto a Taranto, è stato arrestato dai Carabinieri il presunto mandante dell'efferato omicidio di Palagiano, dove ha perduto la vita anche un bimbo di tre anni.

Gli inquirenti hanno precisato in conferenza stampa che la compagna di Orlando, Maria Carla Fornari, rimasta uccisa nell’agguato, era legata sentimentalmente anche a Di Napoli:

La convivente aveva avuto una relazione con Giovanni Di Napoli quando era minorenne. Relazione ripresa fino ai giorni nostri. La donna era agevolata dal fatto che alle 10 di sera il convivente doveva tornare in carcere perché era detenuto in semilibertà e poteva avere rapporti con chi volesse.

Ma questo non sarebbe l’unico movente della strage. I militari hanno precisato che Orlando e Di Napoli facevano riferimento al clan mafioso dei Putignano, ma i rapporti tra i due si erano deteriorati ormai da tempo, tanto da spingere i due a discutere animatamente e ad arrivare le mani in pubblico.

Le indagini sono ancora in corso, anche e soprattutto per arrivare all’identificazione degli esecutori materiali della strage.

10.00 - Sono passati quasi 12 mesi dal triplice omicidio di Palagiano, in provincia di Taranto, e oggi il presunto mandante di quella strage è stato assicurato alla giustizia. Erano da poco passate le 21 del 17 marzo dello scorso anno quando il 43enne Mimmo Orlando fu ucciso in un agguato insieme alla compagna Maria Carla Fornari, di 30 anni, e il piccolo Domenico, di appena 2 anni e mezzo, figlio della donna, frutto di una precedente relazione.

Le vittime stavano viaggiando in auto, lungo la statale 106, quando i killer entrarono in azione e crivellarono di colpi il mezzo, massacrando i tre. Illesi gli altri due bambini figli della donna che si trovavano a bordo dell’automobile, riusciti a sdraiarsi sul sedile posteriore ed evitare la pioggia di proiettili.

I particolari dell’operazione che questa mattina ha portato all’arresto di uno dei presunti mandanti del delitto non sono ancora stati resi noti. Indiscrezioni parlano anche di un secondo arresto, forse uno degli esecutori materiali. In ogni caso l’arresto di oggi segna la prima vera svolta nelle indagini su quel brutale omicidio.

Pochi i dubbi, anche a questo punto, che Orlando fosse il reale destinatario dell’agguato. L’uomo si trovava in regime di semilibertà, stava scontando una condanna per l’omicidio di Filippo Scarciello e Giancarlo La Cava, di 22 e 26 anni, uccisi a colpi di pistola il 4 novembre 1998 nelle campagne di Palagianello, nel Tarantino.

Quel duplice omicidio, era emerso nel corso delle indagini, maturò in seguito a contrasti tra i gruppi malavitosi che si contendevano le piazze dello spaccio nella provincia di Taranto.

Maggiori dettagli saranno resi noti nelle prossime ore.

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