Tangenti Grandi Opere: Incalza agli arresti domiciliari

L'ex top manager ha ottenuto i domiciliari

Scandalo corruzione appalti pubblici grandi opere

Aggiornamento 3 Aprile 2015 - Il gip di Firenze ha disposto gli arresti domiciliari per Ercole Incalza. Per i pm, l'ex top manager delle Infrastrutture, coinvolto nell'inchiesta fiorentina sulle Grandi Opere, si trovava al vertice della "cupola" che pilotava i grandi appalti italiani.

Incalza è stato arrestato il 16 marzo scorso, insieme al suo collaboratore Sandro Pacella e all'imprenditore Stefano Perotti. Ieri, nell'ambito della stessa inchiesta, sono finiti agli arresti Salvatore Adorisio e Angelantonio Pica, rispettivamente presidente del Cda e amministratore delegato della Green field System srl.

Tangenti Grandi Opere: arrestati altri due imprenditori per corruzione


Aggiornamento 2 Aprile 2015

: Questa mattina altri due imprenditori sono finiti in manette su richiesta del Gip di Firenze che si occupa dell'inchiesta sulle tangenti legate alle Grandi Opere. I Ros dell'Arma dei Carabinieri hanno messo agli arresti domiciliari Salvatore Adorisio e Angelantonio Pica, rispettivamente presidente del Cda e amministratore delegato della Green field System srl. L'accusa è quella di corruzione in concorso con Ercole Incalza, Sandro Pacella e Stefano Perotti, già arrestati lo scorso 16 Marzo.

I due sodali di Incalza avrebbero giocato un ruolo chiave nel meccanismo corruttivo. La Green field System srl secondo i magistrati sarebbe infatti stata costituita al solo scopo di "mediare i rapporti di natura corruttiva fra Perotti, Incalza e Pacella, con l’erogazione di somme di denaro per questi ultimi due". Sempre secondo la Procura, infatti, "Incalza nel periodo 1999-2008 ha percepito compensi dalla Green Field Systems srl per complessivi 697.843,50 euro", cifra più alta rispetto a quella guadagnata dallo stesso ex dirigente (divenuto poi consulente fino al giorno dell'arresto) dal Ministero delle Infrastrutture.

A Pacelli è invece stata contestata la somma di 450.147 euro sempre percepiti dalla Green field System srl dal 2001 al 2008, mentre a Perotti, in questo contesto corruttivo, sarebbero stati garantiti incarichi professionali ben retribuiti in numerosi cantieri.

(Aggiornamento di Stefano Capasso)

Grandi opere: tangenti per appalti pubblici, 4 arrestati e 50 indagati

16 Marzo 2015

Corruzione induzione indebita, turbata libertà degli incanti e altri delitti contro la Pubblica Amministrazione: sono i reati contestati alle quattro persone arrestate e le cinquanta indagate in una maxi operazione dei carabinieri del Ros nell'ambito di un'inchiesta sulla gestione illecita degli appalti delle Grandi opere.

L'operazione è coordinata dalla Procura di Firenze, ma riguarda diverse regioni italiane, tanto che sono in corso perquisizioni di uffici pubblici e società private in varie città e sono state spiccate ordinanze di custodia cautelare a Roma e a Milano.

I magistrati parlano di un "articolato sistema corruttivo che coinvolgeva dirigenti pubblici, società aggiudicatarie degli appalti e imprese esecutrici dei lavori".

Gli arrestati sono Ercole Incalza, ex dirigente del ministero dei Lavori pubblici oggi consulente esterno, il suo collaboratore Sandro Pacella, gli imprenditori Stefano Perotti e Francesco Cavallo. Tra i 50 indagati ci sarebbero anche dei politici.

L'inchiesta è nata dalle indagini sul tunnel Tav Firenze e proprio di Firenze è uno degli arrestati che è titolare di una società di ingegneria impegnata in lavori come Tav Firenze, City Life e Fiera Milano, Metro 5 Milano, Fiera di Roma, Autostrada Salerno-Reggio Calabria. Oltre che della Tav, gli inquirenti si sono occupati anche di altre Grandi opere, inclusa l'Expo.

Ercole Incalza nel 2001 è diventato capo della segreteria di Pietro Lunardi ed è rimasto nel ministero delle Infrastrutture per 14 anni, attraverso sette governi: da Antonio Di Pietro durante il governo Prodi a Maurizio Lupi durante i governi Letta e Renzi.

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