Suicida il giudice Giusti: coinvolto in alcune indagni sulle cosche della 'ndrangheta

L'ex gip di Palmi Giancarlo Giusti trovato impiccato in casa: era stato coinvolto dalle Dda di Catanzaro e Milano in due inchieste che riguardavano suoi presunti rapporti con alcuni esponenti della ‘ndrangheta

L'ex gip del Tribunale calabrese di Palmi, Giancarlo Giusti, è stato trovato morto suicida questa mattina, impiccato nella sua abitazione di Montepaone, il centro del Catanzarese dove viveva da alcuni mesi. L'ex magistrato era agli arresti domiciliari dopo essere stato coinvolto in due inchieste delle Dda di Milano e Catanzaro su suoi rapporti con esponenti della 'ndrangheta.

Sul posto si trovano in questo momento il pm di turno della Procura della Repubblica di Catanzaro e i carabinieri del Comando provinciale: l'ex giudice Giusti aveva già tentato il suicidio all'epoca della sua detenzione nel super-carcere di Opera, dove si trovava perchè condannato in seguito ad alcune accuse per essere stato corrotto dalle cosche calabresi e lombarde con notti di sesso e cene.

Stando a quanto ricostruisce il TgCom il tentativo di suicidio in carcere si verificò il giorno dopo la condanna a quattro anni di reclusione inflittagli dal Tribunale di Milano per i suoi rapporti con la cosca Valle-Lampada della 'ndrangheta, attiva nel capoluogo lombardo.

In seguito al ricovero, certificate le sue precarie condizioni psicologiche, l'ex-magistrato si era visto riconoscere il diritto agli arresti domiciliari. Secondo l'accusa il giudice aveva frequentazioni con gli esponenti del clan sia in Lombardia che in Calabria: i mafiosi gli offrivano soggiorni gratuiti presso un noto hotel milanese, oltre a prestazioni di sesso estremo con prostitute di ‘primo livello’; secondo Strettoweb già nel 2005 ebbe problemi con un’asta di una casa in cui lo stesso Giusti favorì la società dell’ex suocero, poi il clou dell’inchiesta diretta da Ilda Boccassini.

(in aggiornamento)

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