Processo Ruby, Berlusconi assolto in Cassazione: "Ignorava l'età della ragazza"

L'aspetto fisico della ragazza e il suo modo di comportarsi son elemento "esclusivi della consapevolezza della minore età" di Ruby.

Giovedì 28 maggio 2015 - Sono state pubblicate le motivazioni della sentenza con cui la Corte di Cassazione ha assolto Silvio Berlusocni nell'ambito del processo Ruby. I giudici hanno scritto che sono affidabili gli elementi probatori che escludono che berlusocni fosse consapevole che la ragazza era minorenne quando frequentava Arcore e hanno precisato che sono da ritenere tra gli elementi esclusivi della consapevolezza della minore età di Ruby il suo aspetto fisico e il suo modo di comportarsi.

Processo Ruby, Berlusconi assolto in Cassazione


Mercoledì 11 marzo 2015

14.00 - Arriva tempestivo anche il commento di Francesca Pascale, compagna di Sivio Berlusconi, sull'assoluzione dell'ex premier dal processo Ruby:

"Dopo cinque anni di calunnie e fango mediatico basati su pettegolezzi e invidia sociale finalmente la verità ha vinto. Anche nei tanti momenti difficili il rispetto e la fiducia nella magistratura non mi sono mai venuti meno. Sono sempre di più onorata e orgogliosa di stargli accanto".

13.00

- Dopo aver fornito dichiarazioni ai più stretti collaboratori, Silvio Berlusconi ha rotto il silenzio dopo la sentenza di ieri e ha diffuso una breve nota per commentare la propria assoluzione definitiva, confermando anche l’imminente ritorno in politica:

Finalmente la verità. Oggi è una bella giornata per la politica, per la giustizia, per lo stato di diritto.
Non avendo mai avuto nulla da rimproverarmi, ero certo che le mie ragioni sarebbero state riconosciute. Rimane però il rammarico per una vicenda che ha fatto innumerevoli danni non solo a me, alla mia famiglia e alle altre persone innocenti coinvolte, ma a tutti gli italiani, alla vita pubblica del nostro paese e alla nostra immagine nel mondo.
Ringrazio gli avvocati che mi hanno assistito, le persone care, i miei amici e collaboratori che mi sono stati vicini e mi hanno sostenuto in questi anni.
Ringrazio i leader politici di tutto il mondo, e i milioni di italiani di tutte le fedi politiche, che mi hanno testimoniato stima e rispetto e che non hanno creduto al fango che è stato gettato addosso alla mia persona ma anche alle istituzioni della Repubblica.
Ringrazio naturalmente i magistrati che hanno fatto il loro dovere senza farsi condizionare dalle pressioni mediatiche e dagli interessi di parte. Quello che in altri paesi sarebbe scontato in Italia è una prova di coraggio e di indipendenza che merita rispetto e ammirazione.
Ora, archiviata anche questa triste pagina, sono di nuovo in campo per costruire, con Forza Italia e con il centrodestra, un’Italia migliore, più giusta e più libera.

Che ci piaccia o meno, è proprio il caso di dirlo: Silvio Berlusconi è tornato.

11.10 - A rompere il silenzio, poche ore dopo la sentenza, sono stati anche i difensori di Berlusconi, gli avvocati Franco Coppi, Piero Longo, Niccolò Ghedini e Filippo Dinacci, che oggi hanno diffuso una breve nota per commentare la decisione dei giudici della Cassazione:

La sentenza della Corte di Cassazione chiude definitivamente un lungo processo, tanto penoso per il presidente Berlusconi quanto impegnativo per gli avvocati. Torna la serenità, con la soddisfazione di tutti quelli che non hanno mai creduto all'originale ed azzardato impianto accusatorio.

9.30

- L’assoluzione di Silvio Berlusconi è stata accolta con somma gioia da tutti i suoi fedelissimi, che hanno atteso fino a tarda serata la decisione dei giudici della Corte di Cassazione, tra un Brunetta che parla di un Silvio Berlusconi più forte di prima e una Santanchè che parte all’attacco e si chiede chi pagherà:


 


 


 


 

Ma a gioire di più è ovviamente il diretto interessato:

Tanta felicità, mi sono tolto un macigno dal cuore.

A chi ha avuto modo di sentirlo telefonicamente nelle ore successive all’assoluzione definitiva, l’ex Premier ha ribadito di essere pronto a tornare ufficialmente in campo.

Aggiornamento 11 marzo, 00.00 - Silvio Berlusconi assolto anche dalla Cassazione. La sentenza, arrivata in tarda serata, conferma la quella di secondo grado. Rigettato il ricorso del procuratore generale De Petris. Dunque l'assoluzione ora è confermata in via definitiva.

L'ex Cavaliere era accusato di prostituzione minorile e concussione. In primo grado la condanna in sette anni, in secondo grado l'assoluzione, ora la conferma dell'assoluzione da parte della Corte di Cassazione.

Aggiornamento 19.44 - Dovrebbe arrivare entro le 20 la sentenza della Corte di Cassazione, che deciderà della legittimità della sentenza d'appello di assoluzione nei confronti di Silvio Berlusconi. Per il momento, però, non c'è ancora alcuna certezza sull'orario in cui i giudici si esprimeranno ed è sempre più probabile che ci sia un ritardo rispetto ai tempi previsti.

È prevista per oggi, 10 marzo, l'udienza in Cassazione che dovrebbe mettere fine all'iter giudiziario del caso Ruby, almeno per quanto riguarda le responsabilità penali di Silvio Berlusconi, che nella vicenda era accusato di favoreggiamento della prostituzione minorile e concussione per costrizione, accuse per cui era stato condannato in primo grado (il 24 giugno 2013) a sette anni di reclusione e assolto in appello il 18 luglio 2014.

Il collegio di giudici presieduto da Nicola Milo – lo stesso che ha azzerato le condanne per l'inchiesta Why Not – è chiamato quindi a decidere sulla correttezza della sentenza d'Appello del luglio scorso con cui l'ex premier era stato assolto da tutte le accuse. La Cassazione potrà confermare l'assoluzione, cosa che metterebbe la parola fine almeno a questa tranche della vicenda giudiziaria (sono ancora aperti i procedimenti Ruby-bis e Ruby-ter), oppure potrà annullare la sentenza e ordinare un nuovo processo d'Appello, per entrambe o per una sola delle accuse.

L'accusa di prostituzione minorile riguarda la minore età di Karima el-Marough, che all'epoca dei fatti aveva 17 anni, anche se la difesa di Berlusconi nega che l'ex premier ne fosse a conoscenza (circostanza confermata dalla stessa Ruby), mentre l'accusa di concussione riguarda la telefonata alla Questura di Milano fatta la sera del 27 maggio 2010 in cui l'ex premier chiese al capo di gabinetto di liberare Ruby e affidarla a Nicole Minetti.

Contro l'assoluzione ha fatto ricorso il pg di Milano Piero de Petris che insiste in particolar modo sul reato di concussione, ovvero su "tono intimidatorio" della telefonata alla Questura di Milano in cui si millantava il fatto che Ruby fosse "la nipote di Mubarak". È probabile che basti una sola giornata per la discussione del caso, e che già stasera si conosca la sentenza.

Processo Ruby Appello - Secondo grado

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