Foggia, banda del caveau: arresti per furto al Banco di Napoli

Sgominata la banda che ha svaligiato 3 anni fa il caveau del Banco di Napoli, presso la filiale di piazza Puglia.

Sono 14 gli arresti eseguiti a Foggia in un blitz della polizia che avrebbe scoperto due distinti gruppi specializzati in furti e rapine tra cui gli autori del colpo di marzo del 2012 al caveau del Banco di Napoli, di piazza Puglia.

Tra le quattordici ordinanze di custodia cautelare emesse a carico degli arrestati nove sono in carcere e cinque ai domiciliari. Gli agenti hanno notificato anche due obblighi di dimora.

Le accuse mosse agli indagati a vario titolo sono di associazione per delinquere finalizzata ai furti, al riciclaggio, alle rapine e al porto abusivo di armi da guerra. Uno di loro è accusato pure di aver preso parte all'assalto al portavalori della NP Service a Cerignola il 6 dicembre 2013: dopo un conflitto a fuoco furono rubati 1,5 milioni di Euro.

La polizia spiega in una nota che la prima organizzazione smantellata era dedita alla commissione di furti ai "caveau" delle bache, la seconda, in rapine a furgoni portavalori con tecniche paramilitari e kalashnikov in pugno.

Dalle indagini del Servizio centrale operativo e dalla Squadra mobile di Foggia è emerso pure il sodalizio criminale inedito creato dalla "fusione" di appartenenti alla mala foggiana e capitolina: il gruppo avrebbe ideato e messo in atto il furto al caveau del Banco di Napoli di marzo 2012 per un bottino in valori e preziosi di circa 15 milioni di euro contenuti in 165 cassette di sicurezza.

I banditi riuscirono a eludere i sistemi di allarme dell'istituto di credito con un clone della centralina utilizzata per gestire gli apparati di sicurezza della banca e riuscendo a duplicare le chiavi elettroniche per l'apertura delle porte.

Tra i destinatari del provvedimento restrittivo c'è anche anche noto pregiudicato romano che gli investigatori definiscono "contiguo in passato alla banda della Magliana" e coinvolto nell'eclatante furto al caveau del Palazzo di Giustizia di Roma di luglio del 1999 "unitamente al noto pregiudicato romano Massimo Carminati" - il presunto boss di mafia capitale.

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