Marsala: 4 arresti per mafia, presi boss 80enne e cassiere

Tra gli arrestati anche il "capofamiglia" Antonino Bonafede, di 80 anni.

Sono 4 arresti gli per mafia eseguiti oggi a Marsala dai carabinieri che hanno stretto le manette ai polsi del presunto boss e del presunto cassiere della cosca egemone sul territorio marsalese.

I militari dell'Arma hanno tratto in arresto, su richiesta della Direzione distrettuale antimafia di Palermo, il presunto capobastone del clan Antonino Bonafede, di 80 anni. I nomi degli altri arrestati sono quelli di Martino Pipitone, 66 anni, con precedenti per mafia, Sebastiano Angileri, incensurato di 48 anni, e Vincenzo Giappone, di 54 anni, pastore senza nessun precedente che secondo l'accusa sarebbe il tesoriere della cosca di Marsala.

Secondo gli accertamenti dei carabinieri una società del settore del commercio all'ingrosso di materiale ferroso formalmente intestata alla moglie di Angileri sarebbe in realtà riconducibile al cassiere del clan e a Pipitone. Per gli arrestati le accuse mosse a vario titolo dalla Dda sono di associazione di tipo mafioso, fittizia intestazione di beni e favoreggiamento aggravato.

La famiglia mafiosa di Marsala, sempre secondo le indagini, si occupava tra l'altro di mediare nell'ambito delle controversie tra gli agricoltori e i pastori della zona oltre a opporsi all'apertura di nuovi negozi e attività commerciali che avrebbero potuto pesare a livello di concorrenza su quelle attività e imprese gestite da soggetti "tutelati" dal clan.

In particolare Angileri è accusato anche di aver organizzato incontri riservati tra gli esponenti mafiosi, eseguendo sopralluoghi preliminari in località non "coperte" - cioè non monitorate dalle telecamere messe dai carabinieri nell'area.

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