Gambia, sequestrato peschereccio italiano: rilasciato anche il capitano De Simone

La situazione era precipitata lunedì 2 marzo, quando dopo un processo sommario i due italiani sono stati arrestati e condotti nel carcere di Banjul.

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17 marzo - Finisce anche la brutta avventura di Sandro De Simone, il capitano del peschereccio Idra Q arrestato in Gambia e detenuto nel paese africano dallo scorso 2 marzo. Dopo un'ispezione l'imbarcazione sull'imbarcazione erano state rinvenute delle irregolarità nelle maglie della rete, troppo strette secondo le autorità che hanno effettuato il controllo. A distanza di due settimana torna libero anche il secondo italiano che tornerà presto a casa, la notizia è stata resa nota dall'armatore. Non si sa ancora se è stata pagata una cauzione come nel caso di Liberati.

Rilasciato Massimo Liberati, uno dei due italiani prigionieri in Gambia

9 marzo - È stato rilasciato uno dei due pescatori italiani arrestati in Gambia per una presunta violazione nelle dimensioni delle maglie delle reti in uso sul peschereccio Idra Q. di proprietà della Italfish. A ritrovare la libertà è Massimo Liberati, direttore di macchina, lo ha reso noto la Farnesina. Il rilascio è stato possibile in seguito alle garanzie finanziare da parte dell'armatore in merito all'ammenda comminata dal giudice di Banjul. L'ambasciatore italiano a Dakar fa sapere che le condizioni dell'uomo sono buone, si attende ora anche il rilascio di Sandro De Simone, il capitano dell'imbarcazione, che avverrà quando verrà pagata l'ammenda anche per lui.

Gambia, sequestrato peschereccio italiano: Sandro De Simone e Massimo Liberati in carcere

Il lungo elenco dei cittadini italiani detenuti all’estero si è arricchito di due nuovi nomi, quello di Sandro De Simone e quello di Massimo Liberati, originari rispettivamente di Silvi Marina, in provincia di Teramo, e di San Benedetto del Tronto, in provincia di Ascoli Piceno.

I due pescatori sono stati arrestati in Gambia mentre si trovavano a bordo di un peschereccio Idra Q. della società Italfish di Martinsicuro, sequestrato dalle autorità del Gambia a causa di una presunta violazione nella dimensione delle maglie delle reti utilizzate per pescare.

A spiegare nel dettaglio la situazione ci ha pensato Massimo Sabato, responsabile della Italfish:

I militari gambiani hanno fatto un’ispezione a bordo della nostra nave, la motopesca Idra, e hanno contestato le dimensioni delle maglie di 68,8 millimetri, che invece dovrebbero essere di 70 millimetri. Le ispezioni sono state fatte con un righello ma, in ogni caso è assolutamente normale che le reti col tempo e con l’usura possano restringersi. La rete non era in uso e la minima differenza (appena un millimetro) è assolutamente nella tolleranza poiché la rete non è uno strumento di precisione ed è soggetta a usura e lievi alterazioni per l’uso praticato e difficilmente determinabile con gli strumenti usati. Mi sembra paradossale che un millimetro possa comportare un arresto.

L’imbarcazione è stata posta sotto sequestro nel porto di Banjul con l’intero equipaggio a bordo, fatta eccezione per De Simone e Liberati, sorvegliato da guardie armate. I due, invece, sono stati condotti in carcere, sempre a Banjul, dopo un processo sommario che si è tenuto una decina di giorni dopo il sequestro dell’Idra.

De Simone e Liberati, rispettivamente capitano e direttore di macchina, sono detenuti ormai da giorni in condizioni disumane. E’ sempre Sabato a denunciarlo, confermato che il console italiano in Gambia ha già fatto visita alla struttura detentiva di Banjul:

Da lunedì scorso sono detenuti in celle da venti posti l’una, uno da una parte e uno dall’altra, senza la possibilità di comunicare e senza la possibilità di ricevere visite e in condizioni igienico sanitarie assai precarie.

Il console è stato fatto entrare nella struttura, ma ha potuto incontrare soltanto brevemente i due prigionieri, constatando quindi le condizioni disumane già denunciate da Sabato.

Sulla vicenda è intervenuta anche la Federpesca, che si è unita all’appello lanciato alle Istituzioni italiane:

Solo l'intervento urgente del ministro Maurizio Martina e del ministro Paolo Gentiloni può scongiurare un esito pesantissimo e sproporzionato, visto che le reti considerate oggetto di misurazione non erano quelle in uso all'atto del fermo dell'unità.

Gli armatori della Italfish si trovano da giorni in Gambia per seguire da vicino l’evolversi della situazione, mentre la Farnesina ha fatto sapere di essere al lavoro sul caso insieme all'ambasciata italiana a Dakar, in Senegal. Ad oggi, però, non ci sono stati sviluppi: i due italiani restano detenuti e l’imbarcazione bloccata nel porto insieme al resto dell’equipaggio.

Foto | Facebook

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