Cesare Battisti arrestato e liberato dopo 7 ore. Governo Renzi: "Lo riporteremo in Italia"

Il terrorista rosso era stato arrestato a Rio de Janeiro nel 2007. Tre anni dopo, l’allora presidente Lula era intervenuto per bloccarne l’estradizione.


Aggiornamento ore 15.00 - Dopo la scarcerazione lampo dello scrittore ed ex militante dei Proletari Armati, Cesare Battisti, il Governo Renzi torna a prendere posizione. Il ministro della Giustizia, Andrea Orlando, ha dichiarato: "A fronte di fatti nuovi assumeremo nuove iniziative per ribadire una volontà politica chiara, assicurarlo alla giustizia italiana ed eseguire la pena"

Anche il ministro degli Interni, Angelino Alfano, ha rimarcato la determinazione del Governo sul caso: "Battisti deve rientrare in Italia e non smetteremo di batterci per questo obiettivo".

Venerdì 13 marzo 2015 - Cesare Battisti è stato arrestato ieri pomeriggio mentre si trovava nella sua casa di Embu das Artes nello Stato di San Paolo, in Brasile, ed era in compagnia della moglie e della figlia. L'ex militante dei Proletari armati per il comunismo non ha opposto resistenza, tanto che non sono state necessarie nemmeno le manette. L'arresto era stato disposto a causa dell'annullamento del suo permesso di soggiorno.

In poche ore, sette per la precisione, i suoi legali hanno ottenuto la scarcerazione. L'avvocato Tamasauskas ha anche aggiunto che ci sarà un'azione legale contro la giudice federale Adverci Rates che aveva decretato l'espulsione di Battisti lo scorso 3 marzo, poiché, dice il legale, "non compete a un giudice di primo grado decidere sulla sua espulsione".

Il governo pronto a chiedere estradizione di Battisti


Mercoledì 4 marzo

- La vicenda di Cesare Battisti fa registrare le prime dichiarazioni da parte del ministro della Giustizia Orlando: "Abbiamo attivato tutti i canali diplomatici. Aspettiamo di capire le conseguenze di una sentenza che non è definitiva e di capire in che paese sarà espulso. Se il provvedimento sarà confermato, auspichiamo che consenta di dar luogo a una richiesta di estradizione, che abbiamo già fatto da tempo. Il provvedimento se confermato non porterebbe ad un'estradizione, ma ad un'espulsione verso Paesi che sono ipotizzabili. Noi auspichiamo invece che il provvedimento consenta di dar luogo a una richiesta di estradizione, che abbiamo fatto da tempo: il problema è parlare alla luce di questo provvedimento, perché l'istanza andrebbe rivolta non al Brasile ma ad un altro Paese".

Cesare Battisti sarà estradato dal Brasile


BRAZIL-ITALY-BATTISTI

Martedì 3 marzo 2015 - Il terrorista rosso Cesare Battisti sarà estradato dal Brasile. L’annuncio dell’espulsione del terrorista condannato all’ergastolo in contumacia per quattro omicidi compiuti negli anni Settanta, è stata data in anteprima dal sito Estadao che ha citato fonti giudiziarie brasiliane. Igor Sant'Anna Tamasauskas, avvocato di Battisti, ha spiegato che è ancora stata fissata una data confermando, di fatto, la veridicità della notizia.

Secondo il quotidiano O Globo, la richiesta della Procura federale per considerare nullo l'atto del governo per la concessione del soggiorno all'ex terrorista è stata accolta da un giudice federale di Brasilia. Il magistrato ha deciso che si può iniziare la procedura di espulsione verso la Francia o il Messico, i due Paesi attraverso i quali Battisti transitò dopo la fuga dall’Italia e prima di raggiungere il Brasile.

Battisti fu arrestato a Rio de Janeiro nel 2007 e nel gennaio 2009 la richiesta di estradizione proveniente dall’Italia venne rifiutata dall’allora ministro della Giustizia, Tarso Genro, il quale difese la propria decisione ventilando una possibile persecuzione politica di Battisti una volta tornato nel suo Paese d’origine. Nel novembre 2009 la Corte Suprema annullò la delibera di Genro per l’estradizione che non avvenne a causa dell’intervento diretto del presidente Lula. L’8 giugno 2011 il Supremo Tribunale Federale concesse la libertà. Giovedì 26 febbraio la Corte federale di giustizia ha dato il via libera per l’estradizione dell’ex membro dei Proletari armati per il comunismo. In risposta all’azione civile promossa dal Procuratore Federale, la giudice Adverci Rates Mendesd de Abreu ha concluso che “in realtà si tratta di uno straniero in posizione irregolare e per essere stato condannato per crimini dolosi nel suo Paese d’origine non ha alcun diritto di rimanere qui, e quindi nessun diritto di ottenere un visto o un permesso”.

Via | O Globo

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