Livorno: lui morì dopo gioco erotico, moglie a processo

Nel 2012, il 61 enne Gabrio Gentilini morì a Livorno dopo un gioco erotico con la moglie, che è stata rinviata a giudizio.

Un gioco erotico finito male o la vendetta di una moglie gelosa? La Procura di Livorno ha chiesto il processo per omicidio preterintenzionale ai danni di Brigitte Skudlarek, 60 anni, accusata di aver ucciso il marito, il 61 enne Gabrio Gentilini, deceduto il 14 maggio del 2012 per una setticemia.

Infezione dovuta alla perforazione dell'intestino causata da un porta rotolo di marmo, oggetto utilizzato dalla donna per sodomizzare il coniuge due giorni prima. Lei ha spiegato:

"Lo avevamo comprato per i nostri giochi erotici, la forma era adatta e si poteva tenere in cucina sotto gli occhi di tutti: era il nostro segreto. La nostra storia d'amore era come il film 'La Grande abbuffata', ma invece del cibo noi facevamo sesso. L'abbiamo fatto in ogni luogo e in ogni spazio".

Quella sera, però, qualcosa è andato storto. Lui, infatti, era tornato ubriaco e la moglie - gelosa - gli aveva detto chiaramente: "Visto che non posso usarlo io, il porta rotolo lo userò su di te". Il prossimo 2 aprile, Brigitte comparirà davanti al giudice Antonio Del Forno con le accuse di omicidio preterintenzionale e violenza. Gli avvocati della donna, per evitare la Corte d'Assise, potrebbero chiedere il rito abbreviato. Le indagini sono state chiuse un anno fa dai carabinieri.

Si è cercato di capire se l'intento della donna era quello di fare male o di 'giocare'. Se sia stata una punizione la sodomizzazione. Si sa che lei era gelosa dei continui tradimenti del coniuge e arrabbiata per i soldi che sprecava negli incontri con le prostitute. Davanti agli psicologi, la 60 enne ripete: "Non volevo, non volevo: l'ho amato dal primo giorno e lo amo ancora".

Ma i tradimenti l'avevano forse fatta uscire di testa:

"Una volta ho trovato un preservativo in macchina, un'altra volta un vestitino sexy non mio dietro al letto. Aveva portato una donna in casa quando io non c'ero. Il 12 maggio era tornato a casa un po' bevuto, non so dove aveva lasciato la macchina. Io ero sicura che era stato con una prostituta, ero arrabbiata. Gli ho urlato che non era giusto, io non potevo più fare sesso e lui andava con altre. Gli dissi che appena guarita avremmo ripreso. Lui ha negato, ha detto che ci aveva solo parlato con una donna, come se non lo conoscessi. Ha detto che mi amava sempre. Ma io mi sono arrabbiata. Gli ho stretto forte i genitali, ero fuori di me, ho urlato che visto che non potevo usare io il porta rotolo, lo avrebbe usato lui. Si è messo a ridere. Ma io l'ho fatto, ma devo aver sbagliato".

Tutto bene. Pare. Lui si addormenta sul letto, la donna sul divano. La mattina seguente le cose precipitano:

"Gli ho detto di andare in ospedale, ma non ha voluto. Sono arrivati una prima volta i medici, ma lui ha firmato per rimanere a casa e l'ambulanza è andata via. Io mi son messa a fare il minestrone in cucina, non mi sembrava così grave. Poi, invece, mi ha chiamato e l'ho portato in bagno, stava male, gli ho detto di nuovo che avrei chiamato il 118. Non voleva, ma io l'ho fatto. Sono venuti a prenderlo".

Forse troppo tardi. Il pubblico ministero ha affidato la perizia al professore Marco Di Paolo:

"Viene spontaneo domandarsi se, dalla revisione analitica della vicenda, possano scorgersi delle motivazioni per cui il soggetto non sia giunto anticipatamente in pronto soccorso posto che le lesioni sono state prodotte intorno alle 19,30 del giorno precedente".

Gentilini poteva essere salvato? Il perito risponde:

"Questo tipo di lesioni si associa a tassi di mortalità tutt'altro che trascurabili, a prescindere dalla tempistica di intervento, anche se l'anticipazione del ricovero avrebbe potuto offrire chance superiori di successo terapeutico, comunque proporzionale alla durata e al livello di contaminazione dell'ambiente".

Il magistrato, grazie a questo passaggio, ha deciso di non procedere nei confronti dei tre volontari che hanno visitato il 61 enne la mattina del 14 maggio e dell'operatrice del 118 che non ha insistito per il ricovero coatto del paziente.

Gioco erotico Livorno

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