Lo Stato dovrà pagare per gli errori giudiziari in un'inchiesta di de Magistris

Il caso risale al 2004, quando la procura di Catanzaro indagò un consigliere di Cassazione

È da poco entrata in vigore la legge sulla responsabilità civile dei magistrati, ma restano però ancora delle vecchie cause in sospeso per cui, molto probabilmente, sarà solo lo Stato a pagare: tra queste, spicca il caso che vede per protagonista l'ex pm, e attuale sindaco di Napoli, Luigi de Magistris.

Il governo italiano dovrà infatti risarcire per 22.400 euro, più rivalutazione Istat, Paolo Antonio Bruno, magistrato di Cassazione che la procura di Catanzaro, nel 2004, aveva perquisito e indagato per concorso in associazione mafiosa. A gestire quell'inchiesta era stato l'allora pm di Catanzaro Luigi de Magistris, assieme all'allora procuratore capo Mariano Lombardi (deceduto nel 2011) e il procuratore aggiunto Mario Spagnuolo (oggi procuratore capo a Vibo Valentia). Il Tribunale civile di Salerno ha trovato due "errori inescusabili" nell'operato della procura di Catanzaro e ha perciò condannato lo Stato al risarcimento.

L'indagine di de Magistris si basava sull'ipotesi a Reggio Calabria ci sarebbe stato un comitato di affari che cercava di condizionare i magistrati della Dda per bloccare le inchieste. Tra i 34 indagati c'era anche il consigliere di Cassazione Bruno, che secondo l'ultima inchiesta aveva l'unica colpa di essere nato a Reggio. L'inchiesta si concluse con l'assoluzione in primo grado di tutti gli imputati. Secondo il Tribunale di Salerno, "fin dall’inizio mancava qualsiasi elemento, sia pure di mero sospetto, idoneo a sorreggere l’accusa come prospettata". Le indagini, poi,hanno avuto una 2durata assolutamente irragionevole", e Bruno non e? mai stato interrogato, nonostante lo avesse chiesto per oltre un anno.

Il caso va ad aggiungersi all'elenco di inchieste della Procura di Catanzaro – da "Why not" a "Poseidone" – che a dispetto dei presupposti clamorosi si sono concluse spesso con un nulla di fatto, e che hanno portato de Magistris anche a una condanna per abuso d'ufficio.

Resta ora da capire se il caso rientrerà nella legge Vassalli da poco superata o nella nuova legge Orlando che prevede l'obbligo per lo Stato di rivalersi sul magistrato colpevole di errore, e innalza la soglia di risarcimento dovuto dallo stesso magistrato. Manca infatti una norma transitoria per i procedimenti iniziati sotto la vecchia legislazione e che termineranno sotto la nuova.

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