Raffaele Cutolo: "Se parlo crolla lo Stato". La Procura: "Siamo pronti ad ascoltarlo"

La Procura nazionale antimafia è pronta ad ascoltare Cutolo

È arrivata la prima reazione dello Stato alle parole di Raffaele Cutolo. L'ex capo della Nuova Camorra Organizzata ad inizio marzo ha sostenuto in un'intervista a Repubblica di essere stato "seppellito in carcere", punito dalla sua personale scelta "di dignità" che gli avrebbe impedito di pentirsi. Oggi il Procuratore Nazionale Antimafia, Franco Roberti, ha dichiarato di essere pronto ad ascoltare queste presunte rivelazioni che potrebbero far "ballare le scrivanie in Parlamento":

"Cutolo sa benissimo che se vuole parlare, e raccontare tutto quello che sa e ricorda, lo può fare in qualsiasi momento. Anziché annunciarlo, lo faccia. Dopodiché valuteremo. Cutolo lo conosco benissimo. Non so di preciso che cosa abbia da dire, posso solo immaginarlo. So però che nel '94 aveva iniziato a parlare".

Roberti ha parlato anche del pentimento sfumato dello stesso Cutolo che, a suo dire, decise su pressione di sorella e moglie di mantenere il silenzio dopo aver iniziato a parlare con i magistrati, rinunciando così a tutti i benefit che spettano ai collaboratori di giustizia:

"Io e il collega Francesco Greco (nel '94 ndr) lo avevamo convinto a collaborare. Ma dopo averci raccontato le prime cose sulla faida di camorra degli anni '80, proprio quando stavamo avviando un potente servizio di protezione per toglierlo dal circuito carcerario tradizionale, e proteggere la sua famiglia, tornò sui suoi passi. Ci disse: "Scusatemi tanto, ma non posso. Le mie donne mi hanno vietato di pentirmi'. Le sue donne erano la moglie, Immacolata Iacone, e la sorella, Rosetta Cutolo. Non so se la causa sia stata davvero lo stop delle sue donne. Ma così chiuse il libro che aveva appena iniziato a aprire".".

Il Procuratore ha parlato anche di un possibile intervento dei servizi segreti deviati per far tacere Cutolo, circostanza che comunque il capo dell'NCO smentì all'epoca dei fatti:

"Si ipotizzò questo, ma di prove non ce ne sono mai state. Anche se la retromarcia di Cutolo fu improvvisa e per noi, a quel punto, inaspettata. Spiegò la sua scelta riferendoci che in famiglia avevano già avuto troppi morti, e che dunque moglie e sorella lo avevano dissuaso".

Difficile comprendere il fine delle dichiarazioni di Cutolo, che mai verrà reintrodotto al regime carcerario ordinario per evitare che possa mettere in piedi, dal Carcere, una nuova organizzazione criminale come già fece negli anni '70. Roberti ha quindi ribadito l'ovvio, ovvero che l'unico a poter migliorare la sua condizione carceraria è lo stesso Cutolo iniziando a collaborare con i magistrati:

"È così. Ma la possibilità di uscire da questa condizione dipende soltanto da lui. Se alle accuse contro lo Stato vorrà far seguire anche delle dichiarazioni concrete, lo Stato le valuterà. Così come fa con tutti i collaboratori di giustizia".

(Aggiornamento di Stefano Capasso)

Raffaele Cutolo: "Se parlo crolla lo Stato"

Raffaele Cutolo, ex capo della Nuova Camorra Organizzata che sta scontando tredici ergastoli, ha rilasciato delle dichiarazioni al quotidiano Repubblica.

"O' Professore", che ha ispirato anche il noto pezzo di Fabrizio De André Don Raffaè, è recluso in regime di 41bis nel carcere di Parma. Come nel suo stile, lancia accuse pesanti nei confronti della classe politica, che, a suo dire, è sempre stata collusa con la criminalità organizzata. A tale riguardo, senza troppi giri di parole, ha detto all'inviato del giornale: "Se parlo ballano le scrivanie di mezzo Parlamento".

Tale affermazione, gli viene fatto notare, sembrerebbe anacronistica, rivolta a dei politici che hanno fatto parte di stagioni passate della storia repubblicana. E invece Cutolo precisa subito: "Molti di quelli che stanno adesso (in Parlamento ndr) ce li hanno messi quelli di allora che venivano a pregarmi".

Secondo il condannato, nei suoi confronti ci sarebbe stato un accanimento giudiziario: "per dignità non mi sono mai venduto ai magistrati. Se la sono legata al dito e hanno buttato la chiave". Cutolo, infatti, dice di essere stato prima usato e poi "tumulato vivo". Eppure, avverte: "se parlo io crolla lo Stato".

Giunto all'età di 74 anni, Cutolo è una sorta di fantasma. Sono lontani i tempi delle interviste televisive che lo resero celebre all'opinione pubblica, in carcere può vedere solo la moglie Immacolata Iacone, la figlia Denise e l'avvocato Gaetano Aufiero. Le sue dichiarazioni a Repubblica sono state fatte filtrare proprio dalla sua consorte e dal suo legale.

E' tornato anche sulle vicende riguardanti Aldo Moro e Ciro Cirillo, che già in passato aveva usato in sede processuale come una minaccia: "Mi hanno usato e gonfiato il petto, da Cirillo a Moro che, a differenza del primo, hanno voluto morto e infatti mi ordinano di non intervenire". Ricordiamo che per quanto concerne l'ex Presidente della Provincia di Napoli, rapito dalle Brigate Rosse, Cutolo ebbe un ruolo attivo nel suo rilascio, anche se la vicenda non è mai stata chiarita in sede giudiziaria.

Sul caso Moro, invece, la questione è ancora più nebulosa. Cutolo ha sempre affermato di aver riferito alla magistratura, dopo "un'inchiesta" della Nuova Camorra Organizzata, il luogo della prigione del Presidente della Dc. Tali rivelazioni le avrebbe rilasciate durante i 55 giorni del sequestro in cambio di una sorta di salvacondotto dalla giustizia. Tuttavia, le sue esternazioni sarebbero state volutamente ignorate.

Sollecitato ad esprimersi sui politici che maggiormente apprezza, Cutolo ha ammesso di aver ammirato Giulio Andreotti, "testimoniai per lui al processo Pecorelli. Nemmeno un grazie". Ma ha rimarcato anche di rispettare Silvio Berlusconi, "l'ultimo che ho stimato".

Cutolo, infine, ha detto "di essersi pentito davanti a Dio, ma non davanti agli uomini". Lo Stato pensa sia ancora legato alla camorra, ma non è di certo più in grado di gestire una articolata rete di affari in regime di detenzione, come negli anni '70 e la prima parte degli '80. Allora riusciva a comandare un esercito di 7 mila affiliati nella guerra contro la Nuova Famiglia. Poi è arrivato il 41bis e si è ritrovato sempre più isolato.

Cutolo

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