Padova: carabiniere accusato di stupro a processo

Il militare dell'Arma secondo i pm contattava e ospitava turiste straniere utenti del sito Couchsurfing. Una volta a casa del carabiniere le donne veniva drogate e violentate. Ipotesi stupratore seriale

Ora le donne che lo accusano di averle violentate sono tante. Si aggrava la posizione di Dino Maglio, il carabiniere 35enne arrestato a marzo scorso per un presunto stupro ai danni di una minorenne australiana.

In tutto sono nove le ragazze straniere i cui nomi compaiono, quali parti offese, nel nuovo fascicolo d'inchiesta aperto dalla procura di Padova nei confronti del militare, sospeso dall'Arma dopo l’arresto.

Gli inquirenti allo stato non possono quindi escludere che Maglio sia stato uno stupratore seriale, carabiniere ligio al servizio giorno e violentatore di notte, quando si toglieva la divisa.

L’uomo era iscritto, con il nickname Leonardo, su Couchsurfing, un sito che permette di trovare/offrire ospitalità gratuita per viaggiare in lungo e largo per il mondo. Secondo l’accusa Maglio riusciva a farsi passare per l’ospite ideale, ma una volta che le "prede" erano entrate in casa sua le faceva cadere in uno stato letargico con della droga o potenti ansiolitici, poi ne abusava.

Couchsurfing dà tutta una serie di consigli agli utenti per viaggiare in piena sicurezza ma alle presunte vittime del carabiniere evidentemente non sono serviti. Secondo l’Espresso sarebbero addirittura 16 le ragazze che avrebbero puntato il dito contro Maglio, tutte donne straniere che sarebbero state contattate sul quel sito e ospitate nella casa del carabiniere a Padova.

Per il sostituto procuratore della Repubblica del capoluogo veneto, Giorgio Falcone, Maglio avrebbe commesso atti sessuali:

"con l’aggravante di aver somministrato presunte sostanze narcotiche, nonché di aver abusato della relazione di ospitalità".

Il processo per Dino Maglio, con rito abbreviato, inizierà il 17 marzo prossimo davanti ai giudici di Padova per rispondere della prima ipotesi di reato che gli è stata mossa e che gli è costata l’arresto e la sospensione dal servizio. L’uomo è intanto recluso nel carcere militare di Santa Maria Capua Vetere (Caserta) dove aspetta l'inizio del procedimento a suo carico.

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