Traffico di reperti archeologici: maxi blitz dei carabinieri

Tra i siti nel mirino dei trafficanti di reperti anche Pompei. 147 le perquisizioni effettuate

Operazione contro il traffico di reperti archeologici in tutta Italia con i carabinieri che dalla prime dalle dell'alba di oggi hanno eseguito circa 150 perquisizioni domiciliari da un capo all'altro della penisola.

Per ora non risultano arresti contestuali agli accertamenti. Gli investigatori dell'Arma avrebbero scoperto un'organizzazione che rivendeva illegalmente reperti trafugati e provenienti da alcune delle più note e importanti aree archeologiche italiane, tra cui Pompei.

Oltre alla Campania i reperti provenivano sopratutto da Puglia e Sicilia secondo quanto comunicato dai carabinieri del comando tutela patrimonio culturale. Il maxi blitz ha visto l'impiego di circa 450 militari che hanno passato al setaccio con 147 perquisizioni altrettanti immobili sparsi su tutto il territorio nazionale. A coordinare l'inchiesta è stata la Direzione distrettuale antimafia (Dda) partenopea.

Due settimane fa in un'analoga operazione i carabinieri del nucleo tutela patrimonio culturale di Napoli coordinati dalla procura di Santa Maria Capua Vetere (CE) avevano sequestrato più di mille reperti archeologici per un valore di un milione e 600 mila euro.

Tra i circa 1.500 pezzi recuperati anche un cratere a campana del IV-II secolo a.C. e un'anfora della Magna Grecia. Fra i siti presi di mira dai tombaroli ancora Pompei. In quell'occasione vennero arrestate 19 persone tra Caserta, Napoli, Salerno, Frosinone e Latina.

Pompei Traffico reperti

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