Agguato a Lamezia Terme: Domenico Maria Gigliotti ucciso e dato alle fiamme

L'uomo non aveva collegamenti diretti con la criminalità organizzata.

Blitz 'ndrangheta


13.15 - Le forze dell’ordine hanno precisato in mattinata che Gigliotti, recentemente raggiunto da un Daspo, non aveva collegamenti con la criminalità organizzata. In passato era stato oggetto di una serie di perquisizioni da parte delle autorità e l’agenzia di viaggi gestita da sua moglie, Rosa Curcio, era stata da poco messa sotto sequestro nell’ambito di un’inchiesta legata a presunte vendite di viaggi e crociere fantasma, inchiesta partita quando alcuni clienti dell’agenzia si erano ritrovati in mano con dei biglietti non validi.

Si indaga a 360 gradi per fare chiarezza sull'omicidio dell'uomo.
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Nuovo agguato mortale in Calabria, una vera e propria esecuzione costata la vita al 40enne Domenico Maria Gigliotti, freddato a colpi di pistola intorno alle 4 di questa mattina davanti alla sua abitazione in contrada Quattrocchi a Lamezia Terme.

L’uomo, imprenditore edile, stava rientrando a casa a bordo della sua automobile quando ha trovato ad attenderlo i suoi assassini. Secondo una prima ricostruzione dei militari, i killer l’hanno crivellato di colpi e, dopo averlo ucciso, gli hanno dato fuoco mentre si trovava ancora in auto.

Del caso si stanno occupando i carabinieri e la squadra mobile di Catanzaro, mentre gli uomini della scientifica sono ancora al lavoro per tutti i rilievi necessari. Oscuri, al momento, i motivi di questo agguato, ma gli inquirenti non escludono collegamenti col passato dell’uomo.

Gigliotti, infatti, era ritenuto vicino alla cosca della ‘ndrangheta dei Giampà e nel giugno 2012 fu coinvolto nell’operazione Medusa che portò all’arresto di 36 persone, inclusi capi e gregari del clan.

Le indagini proseguono.

© Foto Getty Images - Tutti i diritti riservati

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