New York, uccide la famiglia e poi si spara

L'assassino è Jonathan Walker, ex giocatore di basket di 34 anni.

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Un padre del Queens, New York, ha massacrato la sua famiglia nella mattinata di sabato, muovendosi di stanza in stanza e sparando ai suoi due figli, alla sua fidanzata e alla madre di lei prima di uccidere se stesso. È sopravvissuta solo la figlia maggiore della coppia, di 12 anni, che è riuscita a chiamare il 911, aprire la porta alla polizia e a parlare con gli agenti nonostante fosse ferita alla testa.

La ragazza è stata portata in ospedale e risulta in condizioni stabili. Jonathan Walker, l'omicida, è un uomo di colore di 34 anni, ex giocatore di basket che lavorava ormai come buttafuori in un club di New York. Dopo aver ucciso la famiglia nel cuore della notte avrebbe chiamato il fratello dicendogli di "non poter tornare indietro da quanto fatto", dopodiché si sarebbe ucciso in macchina, dove è stato ritrovato il suo corpo poco prima di mezzanotte, vicino all'aeroporto Jfk.

Le vittime sono Viola Warren, di 62 anni, Shantai Hale, 31 e la figlia minore, Kayla Walker, 7 anni. Nessuno sa quali siano le motivazioni che hanno spinto l'uomo al folle gesto, ma si sa che già nel 2005 e nel 2006 ci furono due gravi scontri familiari, in seguito ai quali, però, la polizia non aveva più ricevuto notizie.

Il capo della polizia di New York ha fatto sapere di avere "ben poche prove che nella famiglia le cose non andassero per il verso giusto. Walker sarebbe rientrato a casa alle 5.30 del mattino e solo pochi minuti dopo la figlia sopravvissuta ha chiamato la polizia. L'uomo era un ex giocatore di basket, che aveva militato in una squadra portoghese tra il 2008 e il 2009.

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