Aggressione con l'acido a Milano, Martina Levato: "L'ho fatto per il mio uomo"

Le ultime notizie sul caso che vede come protagonisti Martina Levato e Alexander Boettcher

27 novembre 2015 - Il pm Marcello Musso, di stanza a Milano, ha chiesto la condanna a 20 anni di carcere per Martina Levato, sotto processo per una serie di aggressioni con l’acido, e altri 14 anni per il presunto complice Andrea Magnani.

Questa mattina nel corso dell'udienza del processo a Martina Levato, svolto con rito abbreviato, la donna si è messa a piangere ed ha affermato che è stato Magnani a proporle prima di utilizzare una pistola e poi l’acido per vendicarsi degli uomini che l’avevano maltrattata.

13 novembre 2015 - Martina Levato è stata ascoltata oggi al tribunale di Milano per l'interrogatorio all'interno del processo con rito abbreviato. Interrogatorio durante il quale non ha mostrato segni di pentimento, ma si è limitata a spiegare le "ragioni" che l'hanno portata a compiere le aggressioni: "Ho avuto un'educazione tradizionale e sono stata cresciuta con certi valori. Poi però ho sbaliato: ho avuto troppi uomimi e di questo Alexander soffriva, piangeva, era deluso. Per questo, prima di diventare madre, ho voluto risolvere alcune questioni. L'ho fatto per il mio uomo".

Ancora non sono state ricostruite le dinamiche delle aggressioni, con l'eccezione della tentata evirazione di Margarito. La Levato, inoltre, ha confermato di aver subito da Margarito una violenza, ma la tesi è stata smentita dal giudice.

14 ottobre 2015 - L’udienza odierna del processo che vede imputato Alexander Boettcher per una serie di aggressioni con l’acido, simili a quella per la quale il giovane è già stato condannato a 14 anni di carcere insieme a Martina Levato, ha avuto come protagonista il giovane Giuliano Carparelli, riuscito a sfuggire a ben due aggressioni.

Carparelli ha raccontato in aula di una vera e propria persecuzione da parte di Levato e Boettcher, identificati come i suoi aggressori quando le loro immagini furono diffuse sulla stampa. La prima aggressione risale al 15 novembre 2014.

La ragazza aveva tra le mani un contenitore con l'acido. L'ho capito dalla consistenza del liquido e dall'odore, oltre che dall'aspetto. Me lo ha lanciato contro, ma io sono riuscito a proteggermi con l'ombrello. Poi sono scappato e lei ha tirato fuori uno spray antiaggressione. Nel frattempo mi sono accorto che dietro di me c'era una ragazzo e anche lui aveva lo spray, ma sono riuscito comunque a salvarmi.

Il giovane fu preso di mira perchè, secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, aveva avuto con Martina Levato un rapporto sessuale occasione in discoteca. Fu proprio per la somiglianza con Carparelli, è emerso nell’altro processo, il motivo per cui lo studente Stefano Savi fu aggredito.

Boettcher e Levato, stando alla testimonianza fornita oggi in aula da Carparelli, riuscirono a procurarsi i suoi recapiti con un espediente - contattarono una sua zia e con una scusa riuscirono a farsi contattare da Carparelli - e lo attesero nei pressi della sua abitazione la sera del 15 novembre. Fallita quell’aggressione, i due aggressori ci riprovarono il 26 novembre successivo, fingendosi un corriere che doveva recapitargli un pacco. Il giovane fu invitato a presentarsi in via Pacini:

dal momento che avevo già subito un tentativo di aggressione e che la portiera del mio stabile mi aveva avvisato di aver visto due persone con indosso delle parrucche stazionare davanti al palazzo, avevo timore che si potesse trattare di una trappola. […] Ho chiamato alcuni amici che mi hanno accompagnato sul posto con la loro auto. E ci siamo portati anche i caschi delle moto, per proteggerci il viso.

In realtà in quest’occasione non successe nulla. Il giovane e i suoi amici, raggiunto il luogo indicato, non trovarono nessuno e solo nei giorni successivi scoprirono il perchè: Martina Levato e Alexander Boettcher erano stati arrestati.

La difesa di Boettcher, unico imputato in questo procedimento, ha provato a sostenere in aula che Carparelli, che pure a riconosciuto i due senza alcun dubbio, conduceva una vita tutt’alto che tranquilla e che quindi chiunque avrebbe potuto aggredirlo.

Il processo continua.

Aggressione con l'acido a Milano, il legale di Alexander Boettcher: "Aggressività in aula"

6 ottobre - Alessandra Silvestri, legale di Alexander Boettcher, questa mattina ha lasciato l'aula del processo e si è fatta sostituire da un altro avvocato per l'udienza odierna. "C'è un clima di aggressività eccessiva da parte del pm e soprattutto delle parti civili". Ha anche detto che Andrea Magnani, il presunto complice, è stato trattato in modo preferenziale.

2 ottobre - In aula Stefano Savi, la prima vittima delle aggressioni con l'acido a Milano per cui sono imputati Martina Levato e Alexander Boettcher, ha raccontato come testimone cos'è accaduto la notte del 2 novembre 2014: "Sono uscito di casa verso le 22, verso le 2 sono andato con alcuni amici in discoteca. Era una bella serata ed ero nel privé del Divina con una ragazza". È qui che, secondo l'accusa, che i due della coppia dell'acido lo scambiano per Giuliano Carparelli, con cui Martina aveva avuto un rapporto sessuale tempo prima. Per questo lo seguono fino a casa, dove avviene l'aggressione: "Alle 5.15 vado verso casa, dopo aver accompagnato un'amica. Scendo dall'auto per aprire il cancello del box, mentre cerco di risalire in auto, una persona mi getta sul volto in liquido oleoso. Non ci vedo più e aumenta il bruciore. Riesco a salire a casa, mi sono fatto aprire dai miei, ho sciacquato il viso con acqua e abbiamo contattato un medico amico, che mi dice di andare subito in ospedale".

"A Niguarda il chirurgo mi ha visitato e ha disposto il ricovero per un mese al centro gravi ustioni. Poi due mesi sono stato in chirurgia plastica. L'occhio sinistro è lentamente migliorato. Ho fatto trapianti di tessuti. Dodici trapianti di pelle. A novembre, un nuovo intervento. La mia vita è cambiata, non studio più perché non ci vedo quasi più, con un occhio non vedo e con l'altro vedo poco".

18 settembre - Martina Levato ha deciso di rinunciare alla perizia psichiatrica chiesta dal suo collegio difensivo, chiedendo invece di acquisire agli atti una precedente valutazione medica effettuata in carcere, nella quale sono stati riscontrati miglioramenti sotto il profilo dell'affettività. Gli avvocati hanno spiegato così le loro ragioni: "Non vogliamo dimostrare che Martina non è imputabile per incapacità di intendere e di volere. Queste relazioni dimostrano che non soffre di disturbi depressivi, non ha psicopatologie e danno un giudizio positivo sulla sua sfera psichica e sulla affettività, soprattutto dopo che è diventata madre".

Il prossimo 9 ottobre l'imputata sarà ascoltata in aula, perché si è detta pronta a "dire la verità sui fatti". Sottoporsi ad un esame in aula è sempre rischioso per una persona imputata, ma è chiaro che l'obiettivo della Levato adesso non è più quello di sottrarsi al processo, consapevole che una perizia - anche di parte - che attestasse la sua incapacità di intendere e di volere avrebbe potuto impedirgli di vedere suo figlio.

Martina Levato torna in carcere

21 agosto 2015

16:34 - Martina Levato è uscita dalla clinica Mangiagalli di Milano, dove ha partorito, per tornare al carcere di San Vittore.

15:05 - Martina Levato e il suo bimbo sono stati separati a seguito del provvedimento dei giudici minorili. Il bimbo, che è appena uscito dalla clinica, dovrebbe essere portato in una comunità protetta per minori, mentre la madre dovrebbe tornare in carcere, anche se in questo momento si trova ancora all'interno della Clinica Mangiagalli di Milano.

21 agosto 2015, ore 11:29 - Stando a quanto riferisce l'agenzia stampa AdnKronos il legale di Martina Levato, Stefano De Cesare, ha presentato questa mattina al Tribunale dei minori di Milano una istanza con la quale chiede che la studentessa venga trasferita, insieme a suo figlio, all'Icam, la struttura per madri detenute con figli piccoli. In alternativa alla ipotesi proposta, il legale chiede la possibilità per il bambino di essere trasferito insieme alla madre in uno dei centri della comunità di Don Mazzi o, ancora, che venga affidato ai nonni.

16:32 - Alexander Boettcher ha ufficialmente riconosciuto il figlio Achille nato sabato scorso. La pratica non era ancora conclusa e per questo il tribunale aveva respinto la sua richiesta di vedere il bambino.

Giovedì 20 agosto 2015 - Stefano De Cesare e Laura Cossar, i legali di Martina Levato, hanno individuato un centro in cui potrebbero trasferirsi la loro assistita e il figlio neonato quando lasceranno la clinica Mangiagalli, che intanto li ha dichiarati "dimissibili": si tratta di una struttura di don Antonio Mazzi, che ha già dato la sua possibilità ad accoglierla. In alternativa gli avvocati hanno indicato anche la struttura di cui si parla da giorni, ossia l'Icam di Milano, un centro per detenute madri di figli piccoli.

Pare che la clinica Mangiagalli abbia ricevuto dal Comune una richiesta informale di trattenere ancora Levato e il figlio per qualche giorno.

Slitta la decisione sull'affidamento di Achille


Mercoledì 19 agosto 2015

19.40 - È slittata di qualche giorno la decisione del Tribunale per i minorenni di Milano sul futuro del figlio di Martina Levato e Alexander Boettcher, entrambi condannati nel giugno scorso a 14 anni di carcere per aver aggredito, il 28 dicembre 2014, un 22enne lanciandogli in volto dell’acido e ora ha processo per altre due aggressioni simili.

Il Tribunale, dopo il provvedimento temporaneo che sta permettendo a Levato di vedere il figlio una volta al giorno, dovrà decidere che ne sarà del piccolo, nato il 15 agosto, non appena la donna sarà dimessa dalla clinica di Milano in cui l’ha dato alla luce.

La decisione arriverà nel giro di qualche giorno, in data ancora da definire.

15:20 - Alexander Boettcher, compagno di Martina Levato e padre del bimbo nato lo scorso 15 agosto, ha presentato istanza al Tribunale di Milano per poter vedere suo figlio, così come fatto da Levato.

Dopo il permesso concesso alla giovane, anche Boettcher, condannato a 14 anni per gli stessi reati, ha presentato la richiesta sia ai giudici della 9a Sezione Penale che lo hanno già condannato e a quelli dell’11esima Sezione Penale, davanti ai quali i due sono imputati per altre tre aggressioni.

Mercoledì 19 agosto 2015 - Pochi minuti dopo la decisione del Tribunale per i minorenni di Milano, Martina Levato ha avuto la possibilità di vedere il figlio nato pochi giorni prima, il giorno di Ferragosto. Il provvedimento, quindi, ha avuto effetto immediato: il piccolo, temporaneamente affidato al Comune di Milano, è stato portato dalla madre e ha trascorso con lei qualche minuto in presenza degli operatori sanitari.

Il provvedimento di ieri, però, è temporaneo. Il tribunale ha già avviato il procedimento di adattabilità del minore, ma la decisione definitiva sarà presa nel corso delle prossime settimane. La famiglia della giovane, intanto, si è detta molto felice. A spiegarlo è stato ieri l’avvocato Laura Cossar:

"Siamo abbastanza soddisfatti, è un provvedimento equilibrato e motivato"

Aggressione con l'acido a Milano: Martina Levato può rivedere suo figlio una volta al giorno


Martedì 18 agosto 2015

20:10 - Martina Levato ha visto suo figlio Achille per la prima volta dopo il parto avvenuto a Ferragosto. Grazie al provvedimento preso oggi dal Tribunale per i Minorenni la donna ha potuto stare un po' con il neonato. D'ora in poi potrà vederlo una volta al giorno.

18:52 - I giudici del Tribunale per i Minori di Milano ha deciso che Martina Levato potrà vedere il figlio Achille, nato sabato 15 agosto 2015, una volta al giorno e in presenza di operatori socio-sanitari. La visita dovrà avere una durata contenuta. Come richiesto dal pm dei minori Annamaria Fiorillo, il tribunale ha aperto il procedimento di adottabilità del neonato sul quale, però, dovrà esserci poi una decisione successiva nel merito.

Intanto Alexander Boettcher, il padre di Achille, chiede di poter riconoscere suo figlio e tramite il suo legale si è rivolto al garante dei detenuti e al Comune di Milano per avere chiarimenti sulle procedure di riconoscimento del figlio partorito da Martina Levato.

Martedì 18 agosto 2015 - I giudici del Tribunale per i Minori di Milano sono riuniti da stamattina in Camera di Consiglio, ma secondo le agenzie di stampa non è detto che riescano a giungere a una decisione entro oggi. I tre giudici riuniti dovrebbero essere tutte donne e stanno valutando attentamente le opzioni che si presentano: permettere a Martina Levato di andare in una comunità (l'Icam) riservata alle detenute con bambini piccoli, affidare il bambino (che è stato chiamato Achille) ai nonni, che hanno dato la loro disponibilità, oppure consentire che il bambino sia adottato da una famiglia estranea a quella di origine. I nonni hanno già detto che nel caso in cui i giudici optino per quest'ultima opzione daranno battaglia legale. Il provvedimento che i giudici prenderanno in queste ore molto probabilmente sarà solo provvisorio. Ricordiamo che il bambino ha solo quattro giorni di vita e finora non è mai stato avvicinato alla madre che, come il padre, è condannata a 14 anni di carcere (che potrebbero anche aumentare considerato che ci sono altri procedimenti in corso).

Levato e Boettcher riconoscono il bambino


Lunedì 17 agosto 2015

18.20 - Martina Levato ha già riconosciuto suo figlio nato nella notte tra il 14 e il 15 agosto. Alexander Boettcher lo farà a breve. Il neonato si chiamerà Achille.

Per domani è fissata la Camera di Consiglio del Tribunale dei Minori di Milano sull'iter per l'adottabilità.

17 agosto 2015 - I genitori di Martina Levato e Alexander Boettcher non riescono ad accettare la decisione del pm, Annamaria Fiorillo, di separare il loro neonato nipote dalla mamma fino al pronunciamento del Tribunale dei Minori (prevista nei prossimi giorni). Ricordiamo che Martina e Alexander sono stati condannati a 14 anni per aver aggredito l'ex della ragazza, Pietro Barbini, con l'acido.

Vincenzo Levato, padre della 23enne, è intervenuto sul quotidiano La Stampa per spiegare il suo stato d'animo. Pur ammettendo che il crimine commesso da Martina "è pacifico, chiarissimo", ha aggiunto: "è stato atroce vedere mio nipote portato via a mia figlia. Lo abbiamo visto da dietro un vetro. Non potevamo nemmeno toccarlo come se fosse un piccolo appestato […]. Quello che dobbiamo fare io e mia moglie è dare tutto il nostro amore a mia figlia e mio nipote".

Dello stesso avviso Patrizia Ravasi, madre di Alexander, che ha rilasciato alcune dichiarazioni a Repubblica: "Se vogliono dare in adozione mio nipote dovranno passare sul mio cadavere. Sono pronta a incatenarmi davanti al Tribunale [...] Non si toglie il figlio così nemmeno a una cagnolina. Perché alla Franzoni l’hanno lasciato e a Martina no? Siamo in uno Stato di diritto, non in uno Stato totalitario. C’è stato solo il primo grado di giudizio, come si fa a sapere cosa succederà nei gradi successivi?"

Milano, sfigurò l'ex con l'acido: Martina Levato separata dal figlio neonato


Sabato 15 agosto 2015

14.30 – Come da prassi, il pm di turno, Annamaria Fiorillo, ha stabilito che il neonato e la madre venissero separati, in attesa di una decisione del Tribunale dei minori attesa forse già lunedì.

Il legale di Martina Levato ha riferito:

«La madre di Martina non ha di fatto potuto assistere al parto in quanto è stata allontanata nel momento in cui è stato deciso il cesareo. È profondamente amareggiata per il trattamento che ha subito, a Martina non è neanche stato consentito di allattarlo».

levato

15 agosto 2015 - Nella notte tra venerdì 14 e sabato 15 agosto è nato il figlio di Martina Levato, la ragazza che ha aggredito l'ex, Pietro Barbini, con l'acido con la complicità del compagno Alexander Boettcher. I due sono stati condannati a 14 anni e nei giorni scorsi, con l'approssimarsi del momento del parto, si è discusso molto sulla possibilità di concedere alla donna gli arresti domiciliari, ma le sono stati negati. Ha partorito alla clinica Mangiagalli di Milano, dove è stata portata dal carcere di San Vittore. Il figlio sta bene, pesa 3,7 kg e sarà portato con la madre all'Icam, la struttura per detenute con figli piccoli. Il Tribunale dei Minori di Milano deciderà poi se il bambino dovrà restare con la madre anche nei prossimi anni oppure se sarà affidato ai nonni, che hanno già dato la loro disponibilità, o, ancora, sarà adottato da un'altra famiglia.

14 anni a Martina e Alexander


11 giugno 2015

- Martina Levato e Alexander Boettcher, che hanno sfigurato con l'acido Pietro Barbini, sono stati condannati entrambi a 14 anni di carcere. E' arrivata nel pomeriggio di oggi la sentenza del Tribunale di Milano nei confronti della coppia. Il pm Marcello Musso aveva chiesto 15 anni per i due responsabili.

18 marzo 2015 - Andrea Magnani, il giovane fermato lo scorso gennaio con l’accusa di esser stato il complice di Martina Levato e Alexander Boettcher, i due presunti responsabili dell’aggressione ai danni di Pietro Barbini, sfregiato con l’acido, ha testimoniato nel corso del processo che vede imputati i due giovani, raccontando che Levato e Boettcher, se non fossero stati arrestati, avrebbe colpito di nuovo.

Il giovane avrebbe attribuito la responsabilità di tutto a Boettcher, ammettendo di essersi reso conto della gravità della situazione solo quando ormai era troppo tardi:

Provavo soggezione nei confronti di Alexander e anche Martina ne provava soggezione. Mi sono lasciato convincere da Alexander a fare tutta una serie di azioni in virtù di una soggezione che derivava dalla mia situazione personale, famigliare ed economica faticosa. Ci tenevo all'amicizia con Alexander, mi ha chiesto di fare cose che ho fatto non rendendomi conto delle conseguenze finali.

Magnani ha rivelato di credere fino all’ultimo che i due stavano progettando soltanto uno scherzo nei confronti di Barbini:

Io sapevo che dovevamo fargli uno scherzo goliardico e mi sono accorto di tutto solo quando Martina ha lanciato l'acido. Mi era stato detto che i flaconi contenevano acqua e che dovevo consegnarli ad Alexander.

Ma non è tutto. Secondo la testimonianza del giovane, Levato e Boettcher stavano progettando di aggredire almeno altre due persone:

Alex e Martina custodivano dei biglietti con nomi e numeri di targa per i loro piani di aggressione.

L’arresto dei due, ora a processo, ha messo fine a quel presunto piano diabolico.

Milano, sfigurò l'ex con l'acido: arrestato presunto complice di Levato e Boettcher

Martina Levato e Alexander Boettcher, i due giovani arrestati lo scorso dicembre per aver aggredito e sfregiato con l'acido Pietro Barbini, ex di lei, avrebbero avuto un complice.
Per questo motivo è stato fermato ieri mattina, con l’accusa di concorso in lesioni gravissime, Andrea Magnani, amico della coppia e già sottoposto a perquisizione lo scorso venerdì.

Secondo una ricostruzione Andrea Magnani avrebbe ospitato nella sua abitazione lo scorso 28 dicembre la giovane bocconiana subito dopo l'aggressione a Barbini. Secondo gli investigatori il presunto complice  avrebbe fatto le telefonate con un’utenza Voip a Barbini dando al giovane un finto appuntamento-trappola in via Giulio Carcano a Milano per la consegna di un pacco.
A casa di Magnani gli investigatori nel corso di una perquisizione hanno trovato acido muriatico e spray urticante. La motivazione del fermo a carico dell’uomo, 32 anni, bancario, viene evidenziata nel provvedimento: Magnani ha già inquinato le prove e potrebbe farlo ancora, oltre al pericolo di fuga. Magnani, infatti, è sposato con una donna bielorussa e potrebbe godere di appoggi in quel paese. L'uomo inoltre avrebbe accompagnato in auto la ragazza sul luogo dell’aggressione, mentre Boettcher sarebbe andato lì a piedi. Dopo l’aggressione, Martina sarebbe risalita sull’auto con Magnani e i due sono fuggiti a casa del giovane.

Milano, 23enne bocconiana che sfigurò ex con l'acido chiede il giudizio abbreviato


23 Gennaio 2015

Martina Levato potrebbe ottenere lo sconto di un terzo della pena. Gli avvocati della 23enne bocconiana, Paola Bonelli e Marziano Pontin, hanno depositato un'istanza di giudizio abbreviato, connessa ad una serie di accertamenti. Tra questi c'è anche un esame dei tabulati telefonici, di casa e del cellulare, degli sms e dei messaggi WhatsApp ricevuti e inviati. Inoltre è stata presentata una domanda di perizia psichiatrica.

La giovane, che aveva sfregiato con l'acido l'ex ragazzo, assieme all'amante Alexander Boettcher, potrebbe così vedersi ridurre la detenzione. Molto dipenderà dall'accoglimento, da parte del tribunale, della perizia. La decisione sarà presa nel corso della prossima udienza, il 27 gennaio, nel processo a carico dei due ragazzi accusati di lesioni gravissime (aggravate da crudeltà, da motivi abietti e da premeditazione).

Levato e Boettcher sono accusati, in un altro filone dell'inchiesta, di aver tentato di gettare dell'acido sul volto di un altro ragazzo in via Nino Bixio. Il fatto è avvenuto il 15 novembre scorso. Infine, la studentessa è accusata di aver tentato di evirare un suo compagno di università, con cui si era appartato in auto.

Levato, nata nel 1991 a Garbagnate Milanese, viveva fino a poco tempo fa a Bollate con i genitori e frequentava il prestigioso ateneo lombardo. Quando fu fermata per il crimine commesso, disse ai giudici che l'ex ragazzo dei tempi del liceo l'aveva molestata a telefono e su Facebook. Boettcher, sposato, ha trent'anni ed è di origini tedesche. Prima di essere fermato faceva l'agente di Borsa e si era candidato per la lista 3L, il movimento fondato da Giulio Tremonti.

Secondo la Procura, così come riportato nella trasmissione Quarto Grado, la coppia avrebbe agito per "motivi abietti riferiti a rapporti sessuali da ritenersi 'particolari', in un contesto di azione di rivalsa a fronte di pregressi rapporti sessuali intercorsi tra la Levato e il Barbini (l'ex della ragazza)".

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