Usura: 7 arresti a Salerno

Gli arrestati praticavano una "diffusa attività usuraria ai danni di imprenditori in difficoltà economiche" con violente modalità di recupero dei crediti.

Aggiornamento 15:43. Le due organizzazioni criminali dedite al racket dell'usura attive nella Piana del Sele sgominate secondo gli inquirenti farebbero capo a Giovanni Ricciardi e Vito D’Ambrosio, già ritenuti legati al clan della camorra salernitana Fabbiano-Capozzo. La banda sfruttava le situazioni di difficoltà finanziaria soprattutto di imprenditori agricoli che, con le banche che tengono chiusi i cordoni del credito, si rivolgevano ai presunti strozzini per non chiudere l'attività. I tassi applicati sui prestiti arrivavano secondo le indagini al 20%. Se i soldi non venivano restituiti nella data prestabilita e gli imprenditori non accettavano gli ulteriori aumenti di interessi l'organizzazione esercitava sulle vittime violenza.

Sono 7 gli arresti per usura effettuati questa mattina nella provincia di Salerno dai carabinieri.

Ad essere raggiunti dalle ordinanze di custodia cautelare in carcere - emesse dal gip su richiesta della locale procura distrettuale antimafia - sarebbero esponenti di due distinte organizzazioni criminali, attive nella piana del Sele, con a capo ex affiliati a clan camorristici ormai disciolti.

Le accuse mosse a vario titolo agli indagati vanno dall'associazione per delinquere, all'usura, dal riciclaggio al trasferimento fraudolento di valori e all'esercizio abusivo dell'attività finanziaria.

Le indagini e il blitz scattato alle prime luci dell'alba di oggi sono opera dei militari dell'Arma del Reparto operativo speciale (Ros). I due gruppi sgominati con praticavano una:

"diffusa attività usuraria ai danni di imprenditori in difficoltà economiche e le modalità violente utilizzate per il recupero dei crediti insoluti"

spiegano gli investigatori in una nota.

(in aggiornamento)

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