Roberto Berardi, ancora pochi mesi di incertezza e carcere

Il caso dell'italiano detenuto in Guinea finisce, nel silenzio nazionale, sul sito della Cnn americana

Sta per cominciare la Coppa d'Africa e, nel silenzio assordante della stampa italiana, continua la drammatica detenzione di Roberto Berardi, l'imprenditore pontino rinchiuso ed abbandonato nel carcere di Bata: mentre la famiglia presidenziale degli Obiang si appresta a raccogliere a piene mani i ringraziamenti della Fifa e della Caf in primis, approfittando della Coppa per una nuova ripulita della propria immagine internazionale, Berardi continua a vivere di stenti, vessato nell'isolamento carcerario cui è costretto ininterrottamente oramai da un anno.

Il network americano CNN, che ci ha contattati per la stesura dell'articolo, ha pubblicato questa mattina la storia di Roberto Berardi sul proprio sito: anche in Italia, a fatica, comincia a rompersi l'omertà silenziosa attorno alla vicenda dell'imprenditore pontino, nonostante i media mainstream continuino ad ignorare la tragica storia.

Roberto Berardi intanto ha trascorso in carcere e in isolamento il suo 50esimo compleanno, mentre la famiglia continua a cercare di assisterlo come meglio può nel (quasi) totale abbandono istituzionale: se la buona volontà di funzionari come l'ambasciatrice italiana in Cameroun Samuela Isopi sembra in qualche modo andare incontro e comprendere le esigenze di Berardi e della sua famiglia, dall'altra questa buona volontà si scontra con un macchinario nel quale gli interessi personali del corpo diplomatico sono prioritari su tutti gli altri.

I problemi per Berardi infatti non termineranno con la fine della pena carceraria (prevista per i primi di maggio): sul suo capo pende una richiesta di risarcimento faraonica, 2,4 milioni di dollari che l'imprenditore non potrà mai pagare. Su questo la diplomazia italiana dovrebbe, o potrebbe, chiedere assistenza alla Spagna (unico paese europeo ad avere rappresentanza diplomatica in Guinea Equatoriale e quindi ponte fondamentale dell'Unione in quel paese): lo sottolinea da tempo l'avvocato Romano Perrino, che ha presentato anche alcuni ricorsi internazionali sul caso Roberto Berardi. La Spagna ha competenza diplomatica e sarebbe tenuta, per diritto, ad ospitare Roberto Berardi una volta uscito dal carcere: anche perchè, vista la situazione generale della sicurezza e dei diritti in Guinea, lasciarlo alla mercè delle guardie degli Obiang potrebbe non essere un'idea molto lungimirante.

Nel frattempo in Guinea Equatoriale gli arresti degli oppositori politici, i pestaggi e le sparizioni di persone poco grate al regime sono sempre più all'ordine del giorno: secondo notizie provenienti dall'opposizione infatti il regime si starebbe preparando concretamente ad un cambio di vertice, un avvicendamento al "trono" di Malabo tra il padre, Teodoro Obiang Nguema Mbasogo, ed il figlio, il viziatissimo e dissoluto Teodorin Obiang Nguema Mangue, ex socio di Berardi, suo accusatore e, de facto, carceriere dell'imprenditore italiano.

Un avvicendamento che necessita assolutamente dell'ennesima ripulita d'immagine internazionale, dopo il patteggiamento americano (il rampollo era accusato di riciclare i proventi della corruzione nel suo paese investiti negli Stati Uniti, 300 milioni di dollari) e le clamorose implicazioni nel caso di Roberto Berardi.

berardi

  • shares
  • Mail