Mafia, sequestro da 18,5 milioni di euro a Matteo Messina Denaro

I carabinieri di Trapani hanno eseguito un maxi-sequestro al boss di Cosa Nostra.

Nuovo maxi sequestro ai danni del numero uno di Cosa Nostra, il super latitante Matteo Messina Denaro, alla macchia dal 1993. Dopo l’ingente sequestro del dicembre scorso, i carabinieri del Ros e del comando di Trapani hanno eseguito il provvedimento ai danni di due persone legate al boss.

Si tratta di Salvatore Angelo e Antonino Nastasi, entrambi condannati per associazione di tipo mafioso e fittizia intestazione di beni nell’ambito del processo Mandamento. Un sequestro da 18,5 milioni di euro riconducibili proprio al superlatitante.

Le indagini hanno permesso di accertare che Messina Denaro era riuscito a infiltrarsi anche nel settore delle energie rinnovabili grazie a una fitta rete di società controllate dall’imprenditore Salvatore Angelo. Grazie a lui, lo dicono gli inquirenti, sarebbero stati realizzati i parchi eolici di San Calogero di Sciacca (Ag), Eufemia di Santa Margherita Belice (Ag) e Contessa Entellina (Pa).

Il sequestro ha riguardato 7 autoveicoli, 132 immobili, 8 beni aziendali e diversi rapporti bancari e finanziari per un valore complessivo di 18,5 milioni. Parte di questo denaro, è emerso dagli accertamenti bancari, era destinato all’organizzazione di Messina Denaro e alla sua latitanza. Scrive Il Secolo XIX:

Il sequestro riguarda, inoltre, il compendio patrimoniale di Antonino Nastasi, già condannato all’ergastolo per associazione mafiosa ed omicidio nel 1996, socio di Filippo Guttadauro e Francesco Messina Denaro nella cooperativa Agricola Mediterranea, nonché proprietario, stando alle dichiarazioni di alcuni pentiti, del terreno utilizzato nel 1993 per occultare l’esplosivo delle stragi di Roma, Firenze e Milano.

Il nuovo sequestro di oggi va a erodere ulteriormente il cerchio di protezione che circonda il boss, un cerchio fatto di amici, familiari e imprenditori che decidono di mettere a disposizione le proprie attività nonostante il rischio, sempre più concreto, di operazioni e maxi sequestri come quello di oggi e quello di pochi settimane fa.

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