Usa: prima condanna a morte del 2015. Ucciso veterano del Vietnam

L'ex soldato soffriva di una sindrome da stress post-traumatico ed era bipolare

carcere

Andrew Howard Brannan, 66 anni e invalido, è stato il primo condannato a morte nel 2015 negli Stati Uniti. Il condannato è stato giustiziato dalle autorità penitenziarie con iniezione letale, nella tarda serata di ieri, nel carcere di di Jackson (Georgia).

Nonostante i 15 anni passati nel braccio della morte, in molti si attendevano una revoca della pena capitale perché Brannan soffriva da decenni di una sindrome da stress post-traumatico. Tale sindrome è molto diffusa tra ex militari che sono stati al fronte. A tale riguardo, evidenziamo che l'uomo era un veterano della guerra in Vietnam.

La Corte Suprema, però, ha rigettato tutte le richieste di grazia che i legali del veterano avevano presentato, l'ultima nel giugno scorso. Gli avvocati non avevano mai messo in discussione la colpevolezza del loro assistito, però ritenevano necessario un atto di clemenza per un uomo a cui era stata riconosciuta una invalidità del 100%. Brannan, tra l'altro, soffriva anche di disturbi bipolari.

L'imputato, il 28 gennaio del 2000, era stato riconosciuto colpevole dell'omicidio di un poliziotto di 22 anni, Kyle Dinkheller. La morte del poliziotto era avvenuta in seguito ad un banale controllo di documenti.

L'agente aveva fermato Brannan per eccesso di velocità, ma ques'ultimo ha avuto una reazione inconsulta: ha imbracciato il fucile, che aveva in macchina, è ha aperto il fuoco.

Prima di morire Brannan ha lasciato un ultimo messaggio: "Rivolgo le mie condoglianze alla famiglia Drinkheller, soprattutto ai genitori di Kyle, alla moglie e ai due figli".

La pena capitale è stata applicata 35 volte negli Stati Uniti nel corso del 2014, la cifra più bassa degli ultimi 20 anni. Speriamo che quest'anno ci siano nuovi record "negativi".

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