Violenza su minori, il fondatore dei Modà Paolo Bovi ammette: “Sono malato di pedofilia”

La confessione è contenuta delle motivazioni della sentenza dello scorso ottobre, quando l’uomo è stato condannato a 5 anni e 6 mesi di carcere.

16.00 - Poche ore dopo la pubblicazione della lettera con cui il cofondatore dei Modà ha ammesso di essere “malato di pedofilia”, don Antonio Mazzi ha diffuso una lettera in cui invita Bovi nella sua comunità di via Marotta, nel Parco Lambro:

Carissimo Paolo, seguo da tempo la tua storia. Capisco quanto tu possa soffrire, avendo aiutato altre persone con problemi simili ai tuoi. La cosa che mi ha obbligato a scriverti è stata, ed è, la mia coscienza e soprattutto il senso di colpa che anch'io sento nei tuoi confronti.

Poi il sacerdote, a lungo presenza fissa in tv, si è fatto avanti per seguire personalmente Bovi:

Fatti coraggio. Spero che il mio messaggio sia recepito dai tuoi avvocati, dai tuoi giudici ma, soprattutto, da tutti coloro che ti hanno sentito e che hanno goduto le musiche del tuo gruppo. […] E’ ingiusto e sadico lasciarti solo, con un mattone così pesante dentro al cuore. Le porte delle mie case, soprattutto la porta della casa dove abito e vivo io è spalancata. E, se non ti dispiace, nonostante abbia psicologi e psichiatri molto bravi e molto discreti, vorrei seguirti io.

Paolo Bovi ammette: “Sono malato di pedofilia”

A pochi mesi dalla condanna di Paolo Bovi a cinque anni e mezzo di reclusione per molestie sessuali su quattro minorenni, dagli atti del processo emerge una lettera scritta dallo stesso Bovi e ritrovata a casa di suo fratello nel marzo dello scorso anno.

Una lettera che suona come una confessione:

Sono ammalato di pedofilia: l'ho capito quando per la prima volta alle superiori ho sentito quella parola e l'ho cercata sul vocabolario. […] Sono sempre stato un bambino sensibile, dolce e sincero ed ho sempre creduto che ogni cosa che dicevano papà e mamma erano la verità. Per me quello che mi dicevano i miei genitori era la cosa più importante sono sempre stato buono e volevo conoscere il mondo come tutti.

Il documento, scrive il gup di Milano Franco Cantù Rajnoldi nelle motivazioni della sentenza, si aggiunge alle “dichiarazioni sostanzialmente ammissive di responsabilità” che l’ex fonico dei Modà ha reso durante un interrogatorio condotto dal pm lo scorso 6 giugno.

Bovi parla di una malattia che lo accompagna ormai da anni, da quando era poco più che adolescente, e che nel 2011 lo avrebbe spinto ad abusare della propria posizione di educatore in una parrocchia in provincia di Milano.

Quattro gli adolescenti che sarebbero stati molestati dall’uomo, tutti di età compresa tra i 14 e i 16 anni. Il Fatto Quotidiano pubblica anche alcuni stralci delle testimonianze rese dalle giovani vittime:

Non mi sentivo in grado di dire di no, perché ho sempre seguito i suoi consigli anche in campeggio e gli sono sempre andato dietro: non era uno sconosciuto ma lo sentivo come un fratello grande del quale fidarmi ciecamente. Mi sono sentito tradito e poi ho compreso che era successa una cosa gravissima.

Bevi è stato anche condannato a una provvisionale di 10 mila euro per una delle quattro vittime. Le altre tre, invece, non hanno avanzato richieste e hanno anche rifiutato il risarcimento che Bovi aveva offerto.

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