Mafia: confiscati beni per 4 milioni a boss di Marsala

Antonino Bonafede, pregiudicato, venne condannato in via definitiva nel 2000 per associazione mafiosa

La Guardia di finanza di Trapani ha confiscato questa mattina beni per oltre 4 milioni di euro ad Antonino Bonafede, 79enne di Marsala, già sorvegliato speciale con obbligo di soggiorno dal 1999 al 2004.

L'uomo venne condannato in via definitiva nel 2000 dalla Corte di appello di Palermo a sei anni di reclusione per associazione mafiosa perché ritenuto un boss della mafia marsalese.

Il provvedimento patrimoniale di confisca arriva dopo un precedente decreto di sequestro disposto della sezione Misure di prevenzione del tribunale di Trapani e riguarda 2 aziende agricole e di allevamento, 25 terreni coltivati a vigneti e rapporti finanziari, appunto per un valore complessivo di 4 milioni e 190 mila euro.

A maggio del 2012 il Nucleo di polizia tributaria della Guardia di finanza di Trapani su ordine del gip di Marsala aveva già disposto a carico dell'uomo il sequestro di due appartamenti e di alcuni terreni agricoli, per omessa segnalazione di variazioni patrimoniali, come prevede la normativa antimafia.

Bonafede a maggio 2003 era rimasto coinvolto nell'operazione Peronospera II e quindi condannato nel 2007, in appello, a un anno di reclusione in continuazione con la precedente condanna, per associazione di stampo mafioso relativamente a condotte poste in essere fino al 1997: l'uomo avrebbe gestito con un ruolo di rilievo il racket delle estorsioni a Marsala.

Ma non è finita qui perché Bonafede venne indagato di nuovo a 2010, nell'ambito dell'operazione Golem 2, con cui fu scoperta la rete dei presunti fiancheggiatori del latitante numero uno d'Italia, il super boss di cosa nostra, il trapanese Matteo Messina Denaro.

Guardia di finanza MArsala

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