Venezia, studentessa uccisa e gettata in laguna: 17 anni di carcere a Gagandeep Kaur

I due giovani erano stati ripresi dalle telecamere mentre trasportavano in treno il cadavere dell'amica.

Si è concluso ieri con una condanna a 17 anni di reclusione il processo di primo grado per l’omicidio di Mahfab Ahadsavoji, la studentessa iraniana dell’Accademia milanese di Brera trovata cadavere il 28 gennaio dello scorso anno in un canale di Venezia. A processo c’erano i due coinquilini della giovane, i fidanzati Gagandeep Kaur e Rajeshewar Singh.

I due, arrestati pochi giorni dopo il delitto grazie anche alla telecamere che li avevano ripresi nel viaggio in treno da Milano a Venezia insieme al trolley contenente il cadavere dell’amica, erano accusati di omicidio ed occultamento di cadavere.

Il gup di Milano Simone Luerti, al termine del processo celebrato con rito abbreviato, ha deciso di condannare la giovane a 17 anni di carcere, e non a 30 come chiesto dall’accusa, perchè l’omicidio di Mahfab fu un delitto di impeto. Da qui il mancato riconoscimento dell’aggravante dei motivi abietti e futili.

Rajeshewar Singh, invece, è stato assolto dall’accusa di omicidio per insufficienza di prove. Il giovane si sarebbe limitato ad aiutare la connazionale a liberarsi del corpo: per questo è stato condannato a 1 anno e 8 mesi ed è stato scarcerato subito dopo la lettura del dispositivo.

Il movente del delitto sarebbe da ricercare nella gelosia di Gagandeep Kaur. La giovane aveva sorpreso la coinquilina mentre dormiva nuda nel letto del suo fidanzato. Davanti a quella scena, Kaur si avventò sulla giovane iraniana e la strangolò con la collana che indossava in quel momento.

Sarà necessario, come al solito, attendere la pubblicazione della sentenza per capire come le parti coinvolte decideranno di agire. La difesa di Rajeshewar Singh si è detta soddisfatta:

Non c’era nessuna prova del suo coinvolgimento e ora verrà scarcerato. Siamo soddisfatti per questa sentenza.

Mahfab Ahadsavoji

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