Quarto Grado ultima puntata 9 gennaio 2015

Quarto Grado torna dopo la pausa natalizia, occupandosi in particolar modo delle novità sull'omicidio di Loris Stival e dell'inchiesta sull'omicidio di Yara Gambirasio.


Quarto Grado | Martina Levato e Alexander Boettcher a processo per lesioni gravissime


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Martina Levato è la studentessa bocconiana che, insieme al suo amante trentenne Alexander Boettcher, lo scorso 28 dicembre ha gettato dell’acido sul viso dell’ex compagno di scuola 22enne Pietro Barbini, appena tornato a Milano da Boston, dove studia, per le vacanze di Natale. Assurdi i motivi dietro al gesto: secondo la Procura, la coppia avrebbe agito per "motivi abietti riferiti a rapporti sessuali da ritenersi 'particolari', in un contesto di azione di rivalsa a fronte di pregressi rapporti sessuali intercorsi tra la Levato e il Barbini".

In aula il pm ha modificato l'accusa da lesioni gravi a lesioni gravissime aggravate dalla crudeltà, dalla premeditazione e dai motivi abietti e futili. Con la nuova accusa e le aggravanti i due imputati rischiano fino a 16 anni di carcere, anche se è probabile che entrambi chiedano, oltre ad una perizia psichiatrica, il rito abbreviato che prevede lo sconto di un terzo sulla pena.

Quarto Grado | Yara Gambirasio, l'intervista a Ester Arzuffi


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Viene mandata in onda l'ultima parte dell'intervista a Ester Arzuffi:

«Mio figlio è in carcere da innocente. Come mamma mi sento di dire questo. È veramente un figlio modello e non può aver fatto una cosa simile. Mio figlio è dolce, dolcissimo. Anche con la famiglia è dolcissimo. Prima di uscire e quando arriva a casa bacia tutti».

E continua:

«Da quando è in carcere Massimo è solo cambiato in negativo, perché non ha più fiducia in niente. Lui continua a lottare, ma poi dice: “Mamma basta, sono stanco, non ce la faccio più”. È molto smagrito. In tutti i modi hanno tentato di farlo confessare dicendogli che avrebbe avuto uno sconto di pena, ma mi ha detto: “Mi diano pure l’ergastolo. Non ho fatto niente e non posso confessare una cosa che non ho commesso”».

Alla domanda della giornalista che gli chiede se ha paura, la donna risponde con decisione:

«No, di cosa dovrei aver paura? Di niente. Nemmeno mio figlio. Lui ha paura per i figli, che facciano qualcosa ai bambini. Noi ci difendiamo. Sappiamo lottare e andare avanti. Non abbiamo fatto niente a nessuno. Perché dovremmo aver paura? Massimo riuscirà a dimostrare sicuramente la sua innocenza. Per lui e anche per tutti noi».

Quarto Grado | Elena Ceste strangolata


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Secondo i primi dati dell'autopsia sul corpo di Elena Ceste, la donna sarebbe stata strangolata. La perizia verrà depositata ufficialmente la settimana prossima, e potrebbero quindi tenersi presto anche i funerali. Michele intanto è indagato per omicidio volontario e occultamento di cadavere.

Quarto Grado | Loris Stival, Veronica Panarello colpevole?


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Il padre di Veronica, intervistato da Ilaria Cavo, continua a difendere sua figlia e racconta i loro tre incontri in carcere: la descrive come una ragazza depressa, che perde un chilo a settimana, ma che è determinata a combattere per dimostrare la verità.

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L'avvocato di Davide Stival conferma che il suo cliente è uscito dall'incontro in carcere con la moglie con gli stessi dubbi con cui era entrato.

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La sorella di Veronica continua a manifestare i suoi sospetti su di lei.

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Nel caso di Loris Stival la Procura assicura che ci sono altri tre soggetti attenzionati, sospettati di essere complici del delitto. Uno di loro può aver aiutato Veronica a compiere l'omicidio o nascondere il cadavere?

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Antonella Stival, zia del bambino - intervistata da Ilaria Cavo - si dice certa dell'innocenza di Veronica:

Loris non dava confidenza a nessuno. Non era un bambino che si fidava di chiunque si avvicinasse a lui. Questo l’ho provato anch’io sulla mia pelle, la prima volta che l’ho incontrato nella casa di Modica. Se c’è un colpevole, quel colpevole si deve cercare tra le conoscenze del bambino. Non lo so…. tra gli amici, tra i conoscenti, nella famiglia… La famiglia allargata… coloro che frequentavano quella casa. Perché non fare il Dna a tutti quelli che si sarebbero potuti avvicinare a lui e ai quali lui avrebbe acconsentito l’avvicinamento? Quelle “fascette” si trovano un po’ dappertutto e l’abbiamo tutti in famiglia: tra l’altro vengono utilizzate anche per i lavori di idraulica. Quando vedrò Veronica in carcere, l’abbraccerò. Le voglio dare tutto il mio affetto. Credo fermamente nella sua innocenza.

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La difesa punta ora sulle perizie, in particolare su quella che tende a dimostrare che la sagoma che quella mattina rientra in casa non corrisponde alla sagoma di Loris, perché di diversa altezza e con diversi vestiti.

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Una testimone già sentita dagli inquirenti conferma a Ilaria Cavo di aver visto, la mattina della scomparsa di Loris, un bambino a lui somigliante vicino casa sua, intorno alle 8.40. La casa della signora non è molto lontana dalla scuola di Loris. Questa testimonianza potrebbe essere a favore della Panarello, che ha sempre raccontato di aver accompagnato a scuola suo figlio quella mattina.

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L'avvocato della Panarello, presente in studio, commenta la visita in carcere di Davide Stival. E precisa che si è in presenza di un processo senza movente e quindi senza logica. Inoltre contesta con forza gli orari delle telecamere che hanno ripreso l'auto di Veronica e la ricostruzione sui tempi del delitto.

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A 40 giorni dalla terribile morte del piccolo Loris Stival ancora non c'è alcuna certezza su ciò che è accaduto. Davide, padre del bambino, è andato a trovare la moglie Veronica in carcere, per avere delle risposte che però non ha avuto. La donna continua infatti a proclamarsi innocente e a dire di aver portato suo figlio a scuola quella mattina.

Quarto Grado | Yara Gambirasio, Massimo Bossetti colpevole?


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Massimo Bossetti continua a dichiararsi innocente, ma oltre al dna ci sono anche altri elementi che lo incastrano, come ad esempio i video delle telecamere di sorveglianza di Brembate che lo danno in paese nei momenti in cui Yara è scomparsa, negli stessi luoghi. Il furgone che si aggirava in via Rampinelli, lo ha stabilito anche una perizia dei tecnici Iveco, è proprio quello di Bossetti.

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Ester Arzuffi, madre di Massimo Bossetti - sospettato del delitto di Yara Gambirasio - è stata intervistata in esclusiva da Ilaria Mura per Quarto Grado:

«Voglio far capire alle persone com’era mio figlio da piccolo, da adulto, da sposato.Che modello di papà è e che marito è. Che gli assassini si facciano avanti o, se c’è qualcuno che sa qualcosa, lo dica. Mio figlio è in carcere da innocente. Come mamma mi sento di dire questo. È veramente un figlio modello e non può aver fatto una cosa simile. Mio figlio è dolce, dolcissimo. Anche con la famiglia è dolcissimo. Prima di uscire e quando arriva a casa bacia tutti».

“Teme più la giustizia o il giudizio della gente?”, domanda l’inviata. Lei risponde:

Il giudizio della gente… ormai si sa che la gente “ti ammazza”. Io spero nella giustizia, non la temo. Spero faccia la cosa giusta. Perché ormai la gente ci ha giudicato e massacrato. Non so come facciamo a stare in piedi… perché è dura. Io voglio affrontare tutto fino alla fine. Con tutte le forze combatterò, andrò avanti ma voglio affrontare tutto fino alla fine.

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Tornando alla fase precedente, all’arresto del figlio e al suo rapporto con Giuseppe Guerinoni, la donna afferma:

«Non sono rimasta sorpresa quando mi hanno chiamata per il prelievo del Dna. Tanto chiamavano tutte. Hanno chiamato anche me e sono andata. Non avevo da nascondere nulla. Nessuno mi ha detto o chiesto niente riguardo il signor Guerinoni. Quando avevo 19 anni, appena sposata, lui mi trasportava solo per andare a lavorare e basta, amicizie non ne avevo. Venivo trasportata da lui con la macchina. Poi c’era un altro signore, una settimana l’uno e una settimana l’altro. È durato poco, perché sono stata a casa quasi subito dall’azienda in cui lavoravo. A Guerinoni davo sempre del lei, non mi sono mai permessa di dargli del tu. Poi non l’ho più visto. Quando dicevano Guerinoni aveva l’amante… non l’avrei mai pensato. E quando è uscito il mio nome sono rimasta di stucco».

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Sul DNA del figlio ritrovato sul corpo di Yara dice:

«Spero comunque che riusciranno a dimostrare che lui è veramente innocente. Poi quel Dna… non lo so. Sarei stata la prima a dirgli di andare a costituirsi. Non l’ho fatto perché non è così. Mio figlio mi ha detto: “Mamma, ma ti rendi conto che Yara ha la stessa età di mio figlio? Potrei aver fatto una cosa a quella bambina? Ti rendi conto di cosa mi stanno accusando?».

Poi continua:

«Alla sera, per le 18.30-19, Massimo era a casa. I percorsi erano i soliti. Passava da Brembate o da Palazzago e non ci trovo niente di strano. Tutto normale. Quando ci siamo sentiti al telefono, sicuramente abbiamo parlato del ritrovamento di Yara. Abbiamo anche detto forse, o senza forse, “Meno male che l’hanno trovata. Perché dopo tre mesi, almeno possono seppellire questo corpo e andare a portargli un fiore. Ti viene spontaneo dire così. Perché penso che anche la mamma di Yara, poverina, sarà stata “felice” di aver lì il corpo della sua bambina».

La signora Arzuffi conclude dicendo di aver scritto al parroco di Brembate e al Santo Padre:

«Ho scritto al parroco di Brembate dicendo che mi piacerebbe incontrare la famiglia di Yara, ma non in questo momento, magari più in là li incontrerò sicuramente», conclude la madre di Bossetti. «Ho scritto anche al Santo Padre: gli ho scritto che mio figlio è in carcere accusato della morte di Yara, ma gli ho detto che, essendo mamma, capisco che mio figlio non è colpevole. È accusato di una cosa che non ha commesso. Le ho provate tutte. Le sto provando tutte, perché mio figlio è innocente e i veri assassini sono fuori e lo dirò sempre».

Quarto Grado puntata 9 gennaio 2015

Quarto Grado puntata 9 gennaio 2015


alessandra viero gianluigi nuzzo quarto grado

Visti i tragici sviluppi delle ultime ore a Parigi, Quarto Grado dedicherà parte della serata alla strage di Charlie Hebdo e ai due blitz delle forze dell'ordine che hanno portato all'uccisione dei terroristi. L'appuntamento è come sempre alle 21.15 su Rete4.


 

Quarto Grado puntata 9 gennaio 2015 in diretta


Quarto Grado

torna questa sera dopo tre settimane di pausa natalizia. Si inizia con due casi che hanno particolarmente colpito l'opinione pubblica perché ne sono vittime due bambini: Loris Stival e Yara Gambirasio. L'appuntamento è per questa sera su Rete 4 e in liveblogging su Blogo. Scopriamo insieme, a seguire, quello che vedremo stasera.

Quarto Grado puntata 9 gennaio 2015 | Anticipazioni


I casi di Loris Andrea Stival e Yara Gambirasio - due piccole vittime, involontarie protagoniste di gialli che dividono l’opinione pubblica del Paese - sono al centro del programma Videonews condotto da Gianluigi Nuzzi con Alessandra Viero. Agli aggiornamenti da Santa Croce Camerina e Brembate, si aggiunge l’intervista esclusiva a Ester Arzuffi, madre di Massimo Giuseppe Bossetti, e la presenza in studio del legale di Veronica Panarello, avvocato Francesco Villardita.

Il programma a cura di Siria Magri, segue inoltre l’apertura del processo a Martina Levato, la studentessa bocconiana che ha gettato dell’acido sul viso dell’ex compagno di scuola 22enne Pietro Barbini.

Quarto Grado: come vederlo in tv


Quarto Grado è in diretta ogni venerdì sera su Rete4, intorno alle 21.10. Se lo perdete, niente paura: dal giorno seguente sarà visibile anche sul sito VideoMediaset.it.

Quarto Grado: Second Screen


Quarto Grado può essere seguito anche sui social, attraverso i profili ufficiali Twitter @QuartoGrado e Facebook Quarto Grado. Per interagire con la trasmissione basterà usare l'hashtag #quartogrado.

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