Rapine quasi dimezzate nei primi nove mesi del 2014

Fra gennaio e settembre 2014 le rapine negli istituti di credito sono diminuite del 44% rispetto all'anno precedente

carabinieri amnesia napoli

Dai 744 colpi messi a segno dal 1° gennaio al 30 settembre 2013 alle 418 rapine dello stesso periodo del 2014: i colpi agli sportelli degli istituti di credito italiani hanno subito un calo del 44%. Lo ha comunicato l’ABI che ha compiuto uno studio comparativo prendendo in esame i primi nove mesi degli ultimi due anni solari.

E in calo è anche un altro dato, quello relativo all’indice di rischio ovverosia il numero di rapine compiute ogni 100 sportelli passati da 3 a 1,8 punti percentuali, con una flessione quantificabile nel 41%. Il bottino medio per ogni rapina è relativamente esiguo: circa 26mila euro. Sempre secondo l’Ossif, il centro di ricerca che ha curato l’indagine per conto dell’Abi, le rapine sono diminuite in 14 regioni e aumentate in 5 regioni. L’unica regione “indenne” è stata la Valle d’Aosta, mentre il poco invidiabile primato di regione con più rapine spetta alla Lombardia con 64 rapine.

Ecco il dettaglio regione per regione: Abruzzo (-51,6%, da 31 a 15), Basilicata (-70%, da 10 a 3), Campania (-27,3%, da 44 a 32), Emilia Romagna (-40,7%, da 81 a 48), Lazio (-45,7%, da 70 a 38), Lombardia (-57,3%, da 150 a 64), Marche (-62,9%, da 35 a 13), Molise (-25%, da 4 a 3), Piemonte (-51,6%, da 62 a 30), Puglia (-12,5%, da 24 a 21), Sicilia (-41,3%, da 109 a 64), Toscana (-45,6%, da 68 a 37), Umbria (-66,7%, da 12 a 4) e Veneto (-60%, da 30 a 12). Nessun colpo in banca in Valle d'Aosta. I dati negativi riguardano invece: Calabria (3 rapine da 2); Friuli Venezia Giulia (5 da 3); Liguria (23 da 9); Sardegna (2 da nessuna) e Trentino Alto-Adige (solo una da nessuna).

Questo per quanto riguarda degli istituti di credito. In termini generali, invece, i dati dell'ultimo Rapporto dell'Osservatorio Intersettoriale sulla Criminalità Predatoria, relativi al 2013, parlano di un + 2,6%: oltre la metà delle rapine (43.754) viene compiuta per strada, seguono gli esercizi commerciali (15,7%), le abitazioni (8,3%), i locali e gli esercizi pubblici (4,2%), le farmacie (2,9%), le banche (2,8%), gli uffici postali (1,3%), i distributori di benzina (1,2%) e le tabaccherie (1,1%).

Via | Ansa

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