Australia, otto bimbi uccisi a coltellate: arrestata Mersane Warria

La strage è avvenuta in un sobborgo abitato da aborigeni

21 dicembre 2014 - Le autorità australiane hanno ufficialmente accusato di omicidio la 37enne di Cairns, Mersane Warria, ancora ricoverata in ospedale in seguito alle ferite che si è autoinflitta dopo il massacro. La polizia non ha dubbi: è stata lei è uccidere i sette figli e il nipote, tutti minorenni.

Le autopsie sui corpi dei bimbi sono ancora in corso e si dovrà attendere il loro completamento prima di sapere con certezza le cause del decesso. Sulla scena del crimine, infatti, sono state rinvenute diverse armi da taglio e non si esclude che alcuni degli infanti siano stati strangolati o soffocati prima di essere accoltellati.

Australia, otto bimbi uccisi a coltellate


Australia, otto bimbi uccisi a coltellate. Ferita la madre

Otto bambini sono stati uccisi a coltellate in una casa nel quartiere di Manoora a Cairns, sulla costa nordest dell'Australia. I bambini erano tutti di età compresa tra i 18 mesi e i 15 anni. Almeno sette delle vittime sono fratelli. I corpi sono stati trovati da un altro fratello, che ha subito chiamato la polizia. Secondo i primi rapporti, la scena era così orribile e raccapricciante che i primi agenti intervenuti – a quanto pare molto giovani – ora sono stati affidati alle cure di uno psicologo.

Una donna di 34 anni, madre di almeno sette delle vittime, è stata trovata ferita ed è ora stata ricoverata in ospedale. È in condizioni stabili ed è stata ascoltata dagli investigatori. La donna presenta ferite da arma da taglio al petto e al collo. Anche un'altra persona è stata ferita e ricoverata, ma non è ancora chiaro se si tratti del compagno della donna e patrigno dei bambini.

Nonostante gli inquirenti dichiarino che la donna sta aiutando le indagini e non è in custodia, al momento non ci sono altri sospetti per l'orribile delitto. La strage è avvenuta in un quartiere difficile, popolato in prevalenza da aborigeni, e in cui tutti hanno legami di parentela tra di loro.

Sulla vicenda è intervenuto anche il premier australiano Tony Abbott che ha parlato di "crimine indicibile".

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