Chi è Man Haron Monis, il sequestratore di Sydney

Chi è Sheikh Haron, il religioso australiano che ha sequestrato decine di persone in una cioccolateria di Sydney

La prima cosa che bisogna mettere in chiaro è che Man Haron Monis, anzi Sheikh Haron Monis, l'uomo che tiene in ostaggio decine di persone a Sydney; in verità non si chiama così: il suo nome è Manteghi Bourjerdi, è nato nel 1964 in Iran e vive in Australia dal 1996.

Bourjedi è stato detenuto in Iran perchè, in qualità di ayatollah (un titolo di grado elevato che viene concesso agli esponenti più importanti del clero sciita) la sua libera interpretazione dei precetti islamici ha portato il regime di Teheran a incarcerare sua moglie e i suoi figli.

Fuggito in Australia nel 1996, qui ha cambiato nome in Man Haron Monis ed ha cominciato a farsi chiamare Sheikh (sceicco): fin dai primi anni 2000 Haron, con il collega ed amico Amirah Droudis, ha cominciato una fortissima campagna contro il dispiegamento di truppe australiane in Afghanistan durante la guerra voluta dagli Stati Uniti di Bush: Haron scriveva innumerevoli lettere ai familiari dei militari uccisi nelle quali definiva i soldati "assassini" ed esortando i parenti ad associarsi per chiedere al governo il ritiro delle truppe.

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Le lettere alle famiglie dei militari si sono fatte nel corso del tempo dei veri e propri sproloqui di insulti privi di sensibilità: Haron ha cominciato a definire "maiali" i militari morti e "figli di maiali" la loro prole (il suino, nella cultura islamica, è un animale impuro) e per questo è stato arrestato dietro l'accusa di utilizzare il servizio postale per "molestare, minacciare o causare offesa" ai parenti dei militari morti.

Apparso di fronte alla Corte il 10 novembre 2009 Haron ha sostenuto davanti al giudice di essere un attivista per la pace: addirittura si incatenò in aula, per protestare contro le "accuse ingiuste" a lui rivolte, ma per tutta risposta ricevette l'intimazione a non continuare con la sua attività, che si stava per espandere verso alcune famiglie di militari britannici morti in Afghanistan ed Iraq.

Nel dicembre 2011 sostenne che contro di lui furono mosse accuse infondate perchè lo privavano della sua libertà di espressione, parole pronunciate davanti alla Corte d'appello penale di Sydney e ricevendo un netto rifiuto al suo ricorso. Sulle lettere di Haron in realtà la magistratura australiana non si è mai pronunciata in modo definitivo: i ricorsi dell'iraniano hanno portato il suo caso fin davanti all'High Court of Australia, dove però non si è raggiunta una maggioranza in merito alle decisioni da prendere.

Il 13 novembre del 2013 il predicatore viene accusato di concorso in omicidio, un fatto occorso nell'aprile di quell'anno: la vittime, Noleen Hayson Pal, sua ex-moglie, fu accoltellata e data alle fiamme assieme al suo appartamento di Werrington. Per la morte della donna fu accusato l'amico e sodale Amirah Droudis, ma entrambi furono prosciolti dal giudice Darryl Pearce, che ritenne le prove a loro carico "non sufficienti." Secondo il procuratore distrettuale Brian Royce il predicatore iraniano sosteneva che le accuse contro di lui fossero falsamente mosse dai servizi iraniani ed australiani per incastrarlo.

Nel gennaio 2014 Haron cominciò a collaborare con il magistrato Joan Baptie, chiedendogli di recuperare i documenti dell'ASIO (i servizi australiani) a suo carico, ma ricevendo un rifiuto per una questione procedurale: Haron si incatenò davanti al tribunale di Parramatta urlando:

"Sono stato torturato in carcere: questo non è un caso penale, è un caso politico"

oil 14 marzo di quest'anno Haron viene accusato di violenza sessuale da una giovane donna: spacciandosi per esperto di astrologia, numerologia, meditazione e Black Magic, l'uomo avrebbe aggredito la donna nella di lei abitazione a Wentworthville, Nuovo Galles del Sud: era stato contattato per una pratica di "guarigione spirituale". Sul suo sito (ora chiuso) si spaccia come un vero e proprio santone, una sorta di guaritore islamico dai poteri mistici.

Oggi scopriamo che le ultime avventure dello sceicco Haron, forse, finiscono qui: in una cioccolateria di Sydney. La domanda alla quale ora è interessante rispondere è: cosa sa il suo amico, e sodale, Amirah Droudis?

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