Euro falsi dalla Cina, in manette 12 persone

I capi della banda erano due cinesi

Da Shanghai a Napoli, un mare di euro falsi da immettere nel mercato italiano: è questo il risultato di un'operazione che i Carabinieri di Palermo e del Comando antifalsificazione monetaria di Roma hanno portato a termine fermando 12 persone nell'ambito di un'operazione realizzata nelle provincie di Palermo, Napoli, Salerno e Cosenza. È stato sequestrato un container con 306 mila monete, da uno e due euro, per un importo di 556 mila euro.

Le monete metalliche, contraffatte ma di altissima qualità, erano pronte a essere nel mercato italiano, dove avevano buone possibilità di non essere scoperte, anche perché i controlli su monete di piccolo taglio sono minimi. Tra gli arrestati, cinque cinesi, un ghanese, un nigeriano e cinque italiani. La fabbrica di euro falsi si trovava in Cina, a Shanghai, e questo è uno degli aspetti inediti della vicenda, insieme al taglio delle monete (di solito si falsificano tagli dai 20 euro in su).

Un sequestro di questo genere "è il primo mai realizzato al mondo", dicono gli investigatori, e porta alla scoperta del coinvolgimento di gruppi cinesi nella contraffazione monetaria.

L'indagine è partita ad aprile con l'arresto di una donna ghanese che trasportava 23.000 euro in monete contraffatte. Oltre al sequestro del container, l'indagine ha permesso di risalire alla filiera produttiva degli euro falsi e ai canali di distribuzione. I capi della banda sono due cinesi, Yong Zhuangxiao, che in Italia si faceva chiamare “Giorgio”, e Huang Zhongming, detto “Ming”. Le organizzazioni siciliane e napoletane erano pronte a ricevere il denaro falso per distribuirlo.

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