Delitto Musy, ergastolo in appello a Francesco Furchì

Il processo di secondo grado si è concluso oggi con la condanna al presunto assassino: ergastolo, come chiesto dall'accusa.

25 novembre 2015 - Oggi, a dieci mesi dalla sentenza di primo grado, i giudici della Corte d’Assise d’Appello di Torino hanno confermato l’ergastolo per Francesco Furchì, a processo per l’omicidio del consigliere comunale Alberto Musy.

L’imputato, presente in aula al momento della lettura del dispositivo, ha annunciato per l’ennesima volta la propria innocenza:

Sono innocente, è un’ingiustizia.

La Corte d’Assise d’Appello, nel confermare la sentenza di primo grado, ha anche disposto la trasmissione degli atti alla Procura per altre tre persone coinvolte a vario titolo nella vicenda: Felice Filippis, Maria Cefalì e Pier Giuseppe Monateri.

I primi due, marito e moglie, avrebbero custodito l’arma del delitto che non è mai stata ritrovata. Monateri, invece, è il docente di Giurisprudenza che fece conoscere Furchì e Musy.

Delitto Musy, ergastolo a Francesco Furchì

28 gennaio 2015 - Ergastolo per Francesco Furchì. E’ questa la pena inflitta oggi dalla Corte di Assise all’imprenditore accusato di aver sparato ad Alberto Musy, il consigliere comunale ed ex candidato sindaco dell'Udc deceduto 18 mesi dopo senza mai riprendere conoscenza.

Il processo all'imprenditore era cominciato il 31 marzo dello scorso anno, quando il decesso di Musy mise fine al procedimento per tentato omicidio che si stava celebrando a Torino. Da lì il nuovo processo con la nuova pesante accusa di omicidio volontario premeditato.

Oggi, a quasi un anno dall’avvio del processo, è arrivata la condanna in primo grado con una sentenza esemplare che ha abbracciato in pieno le richieste del pm Roberto Furlan. Era proprio Furchì, secondo i giudici, l’uomo ripreso dalle telecamere di sicurezza che, la mattina del 21 marzo 2012, avvicinò il consigliere comunale indossando un casco e lo ferì a colpi di pistola.

Furchì, in aula al momento della lettura della sentenza, si è professato ancora una volta innocente prima di essere preso in custodia e ricondotto in carcere:

Non è giusto, sono innocente. Sono innocente e lo devono capire.

Processo Musy, il pm chiede l'ergastolo con isolamento per Furchì

Ergastolo con isolamento di minimo sei mesi: è questa la richiesta del pubblico ministero Roberto Furlan nei confronti di Fabrizio Furchì, a processo con l'accusa di aver sparato il 21 marzo 2012 ad Alberto Musy, consigliere comunale ed ex candidato sindaco dell'Udc. Musy morì 18 mesi dopo l'agguato, senza mai riprendere conoscenza.

Le indagini hanno poi stretto il cerchio sull'imprenditore Furchì, che avrebbe sparato a Musy per un triplice movente: quello politico, perché alle comunali del 2011 era stato relegato alle ultime posizioni nel listino di candidati che faceva capo a Musy, e un doppio motivo personale perché Musy si era rifiutato prima di aiutarlo a scalare l'azienda Arenaways, e poi di aiutare un conoscente a superare un concorso universitario. L'insieme dei tre fattori avrebbe scatenato la furia omicida di Furchì, che il pm ha definito "aggressivo e vendicativo".

Furchì si è sempre dichiarato innocente, spiegando di non avere avuto motivi per volere la morte di Musy, ma nella requisitoria il pm si è detto convinto oltre ogni ragionevole dubbio della colpevolezza dell'imputato:

Facendo il ragionamento che chiamo dell'imbuto statistico - ha detto il pm - e mettendoci dentro tutti i possibili sospettati, togliendo chi non era in quella zona il 21 marzo 2012 e chi ha un alibi, l'unico che rimane tra i sospettati presi in esame è comunque Furchí

Furchì è entrato nelle indagini quando, dalle telecamere di sorveglianza, è emerso che l'assassino (coperto da un casco che non si è mai tolto) zoppicava leggermente, e Furchì soffre di un disturbo dell'andatura che lo porta a claudicare. Da lì poi le indagini hanno messo in luce i rapporti con la vittima e il possibile movente.

Musy, ha spiegato il pm, "in un certo senso è stato vittima della sua inesperienza come politico: era allora incapace di valutare la personalità di Furchi". L’avvocato torinese non ha saputo trattare con uomo con quelle caratteristiche, e cioè "pianificatore e freddo" come è stato descritto Furchì.

Fermo agguato Musy

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