Torino, 'ndrangheta: DIA confisca beni per 18 mln di euro

Tra i beni oggetto della confisca case, ville e terreni in Piemonte, Lombardia, Lazio e Calabria, riconducibili al clan Marando.

Colpo alla 'ndrangheta a Torino dove la DIA (Direzione Investigativa Antimafia) ha confiscato beni per oltre 18 milioni di euro. Un patrimonio ritenuto nella disponibilità di una cosca della mafia calabrese che da anni ha messo radici in Piemonte.

Gli agenti della Dia hanno eseguito stamattina un decreto del tribunale di Torino che ha disposto la misura di prevenzione personale della sorveglianza speciale di pubblica sicurezza nei confronti di cinque persone presunti appartenenti al clan Marando.

Una cosca di 'ndrangheta spiegano gli investigatori:

egemone per anni in Piemonte, facente parte della consorteria Perre-Marando-Agresta, strettamente legata alla famiglia dei Barbaro di Platì (nel reggino, Ndr).

La confisca odierna dei beni, su richiesta avanzata dal Direttore della DIA, rappresenta la prosecuzione naturale dell'inchiesta denominata "Marcos"che si era conclusa nel 2009 con l'arresto di 8 persone, considerate responsabili del reato di riciclaggio aggravato. Tra questi anche il presunto boss reggente dell'omonima cosca Domenico Marando di altri soggetti legati da vincoli di parentela.

Il beni oggetto del provvedimento di confisca secondo chi indaga sono stati acquisiti dal gruppo mafioso in modo illecito attraverso il reimpiego dei flussi di denaro provenienti dal narcotraffico. Soldi affidati a Cosimo Salerno, geometra originario di Bianco (RC) il quale si sarebbe occupato di lavare e investire per i Marando il denaro sporco in attività e imprese immobiliari.

Tra i beni oggetto della confisca appartamenti, ville e terreni situati in Piemonte, Lombardia, Lazio e Calabria, intestati a persone fisiche e giuridiche, ma riconducibili al clan arando.

Dia  sequestra beni Marando Torino

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