Un giorno in pretura puntate 30 novembre e 7 dicembre 2014: l'omicidio di Marilia Rodrigues

Claudio Grigoletto condannato in primo grado all'ergastolo per l'omicidio di Marilia Rodriguez, la sua amante incinta di 4 mesi.

Il 29 agosto 2013 un cadavere parzialmente bruciato viene ritrovato all’interno di un ufficio a Gàmbara. Ben presto si risale all'identità della vittima, Marilia Rodrigues, bella ragazza brasiliana che in quell'ufficio faceva la segretaria.

Un giorno in pretura, nelle ultime due puntate andate in onda il 30 novembre e il 7 dicembre, ha seguito il processo di primo grado a carico di Claudio Grigoletto, datore di lavoro della ragazza e suo amante, reo confesso dell'atroce delitto.

Il processo, che si è svolto con rito abbreviato in camera di Consiglio, dovrà stabilire se, come prospettato dalla difesa, si è trattato di un delitto d'impeto, causato dallo stress e dall'ira, o se invece - come ipotizzato dall'accusa - si sia trattato di un delitto premeditato in cui l'imputato ha attirato la povera vittima in una trappola mortale.

Immediatamente dopo la morte di Marilia, gli inquirenti scoprono che fra i due c’era una relazione, e l’autopsia stabilirà che la giovane era al quarto mese di gravidanza: il padre della bambina era Grigoletto. Lui, di professione aviatore, era sposato e già padre di due piccolissime bambine, una appena nata.

Dopo qualche giorno di indagine l'uomo confessa di avere ucciso Marilia Rodrigues in seguito ad una lite perché la ragazza avanzava pretese economiche che lui non era più in grado di soddisfare. In particolare, motivo della discussione era la ricerca di un appartamento in cui la ragazza potesse vivere.

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In aula Grigoletto si assume tutte le responsabilità per la morte di Marilia, raccontando non solo come nacque la loro relazione, durante un viaggio di lavoro in Brasile, ma anche la sua gioia alla scoperta della gravidanza della donna e i problemi, soprattutto economici, che con il passare dei mesi lui si trova ad affrontare.

Secondo il Pubblico Ministero Cassiani, che rappresenta in aula l'accusa, non si è trattato di un omicidio d'impeto, ma di un delitto premeditato, perché Grigoletto voleva venir fuori da una situazione che era ormai diventata ingestibile, stante anche il fatto che la moglie dell'uomo non era a conoscenza né della relazione extraconiugale né della gravidanza di Marilia.

Una cosa è certa: dopo l’omicidio Grigoletto tenta di depistare le indagini verso altri, un ex fidanzato della ragazza e il suo socio. Se per la difesa si tratta solo di un disperato tentativo di mantenere segreta la relazione con la Rodrigues agli occhi della moglie, per l’accusa il depistaggio faceva parte di un piano accuratamente architettato nei giorni precedenti.

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Questo non è però l'unico punto su cui l'accusa punta per convincere i giudici della Corte d'Assise di Brescia che si è trattato di un delitto premeditato: Grigoletto, i giorni prima del delitto, ha portato via dal campo volo la chiave inglese con la quale sviterà la caldaia dell’ufficio dopo l’omicidio. Inoltre, negli stessi giorni, ha acquistato ammoniaca ed acido muriatico, sostanze con le quali verrà cosparso il corpo della giovane donna.

A rendere più completo il quadro accusatorio ai danni dell'uomo, c'è il fatto che la vittima, il giorno del delitto, lascia l’albergo dove viveva da due settimane senza che fosse stata prevista una nuova sistemazione per lei quella notte. Cosa a cui, del resto, avrebbe dovuto provvedere Grigoletto, che si era impegnato a cercare una casa per l'amante, incinta del suo bambino.

Accusa e difesa si scontrano su ciascuno di questi punti, ma alla fine la Corte d'Assise accoglie la tesi dell'accusa, condannando Grigoletto all'ergastolo. La difesa ha proposto appello avverso questa sentenza.

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