Storie di scomparse: Antonio e Stefano Maiorana, il pentito Galatolo rivela: "Uccisi per contrasti all'interno del cantiere"

Ancora troppe ombre sulla scomparsa dei Maiorana e sul presunto suicidio di Marco, figlio e fratello dei due scomparsi. E la madre dei due ragazzi, Rossella Accardo, fa lo sciopero del silenzio contro l'archiviazione del caso.

Aggiornamento 21 gennaio 2015

Mentre Rossella Accardo continua dallo scorso novembre lo sciopero del silenzio contro la decisione del GIP di archiviare il fascicolo relativo alla scomparsa del figlio Stefano e dell'ex marito, Antonio Maiorana, arriva oggi una notizia che potrebbe cambiare le sorti di questo caso. A lanciarla è Repubblica, in un articolo a firma Salvo Palazzolo, che racconta la verità emersa dalle dichiarazioni dell'ultimo pentito di Cosa Nostra, Vito Galatolo, ex capomafia dell'Acquasanta.

Galatolo negli ultimi giorni sta raccontando ai pm Francesco Del Bene, Amelia Luise, Annamaria Picozzi e Roberto Tartaglia i retroscena di molti delitti irrisolti di Palermo in cui c'è la firma delle cosche della città. E, tra questi, ha fatto delle rivelazioni sulla misteriosa scomparsa dei Maiorana, dei quali si sono perse le tracce nell'estate del 2007.

Il pentito, ritenuto attendibile dai magistrati, ha raccontato che i due imprenditori sarebbero stati uccisi per pesanti contrasti nella gestione del cantiere a Isola delle Femmine, facendo anche il nome del mandante dell'omicidio. Si tratterebbe di un imprenditore che si muove nella zona grigia fra mafia e colletti bianchi, come sempre sostenuto dalla Accardo.

In questa tragica storia, la buona notizia che farà certamente piacere a Rossella - madre di Stefano ed ex moglie di Antonio - è che il pool coordinato dal procuratore aggiunto Vittorio Teresi ha già avviato nuove indagini sul caso che era stato archiviato lo scorso novembre. Da allora la donna ha posto in essere lo sciopero del silenzio contro l'archiviazione.

Il 2007, come racconta lo stesso pentito Galatolo, era l'anno in cui i boss Lo Piccolo erano i padroni di Palermo. Sembra però che loro non abbiano avuto alcun ruolo nella scomparsa dei Maiorana, come già altri pentiti avevano dichiarato. Ma Cosa Nostra probabilmente autorizzò il sequestro e l'omicidio di padre e figlio.

Al momento, invece, non sembra esserci alcuna novità sulla morte di Marco Maiorana, figlio di Antonio e fratello di Stefano. Una morte archiviata come suicidio, ma su cui Rossella ha sempre nutrito forti dubbi, pensando invece che qualcuno lo abbia messo a tacere perché sapeva troppo.

Oggi, intanto, sulla pagina Facebook dell'avvocato Giacomo Frazzitta, che segue il caso per mamma Rossella, leggiamo:

Caso Maiorana NOVITÀ: indiscrezioni pubblicate su Repubblica rivelano che Un pentito tale Vito Galatolo boss del quartiere acquasanta sta raccontando i retroscena del delitto e che i corpi (come sostenuto da noi) sarebbero presso il cantiere di Isola delle Femmine.

(function(d, s, id) { var js, fjs = d.getElementsByTagName(s)[0]; if (d.getElementById(id)) return; js = d.createElement(s); js.id = id; js.src = "//connect.facebook.net/it_IT/all.js#xfbml=1"; fjs.parentNode.insertBefore(js, fjs); }(document, 'script', 'facebook-jssdk'));

A questo punto la verità sembra finalmente vicina.

antonio-stefano-maiorana-scomparsi

Antonio e Stefano Maiorana scomparsi: la storia

Per la nostra rubrica Storie di scomparse ci occupiamo oggi del misterioso caso di Antonio e Stefano Maiorana, padre e figlio scomparsi da Palermo il 3 agosto 2007. A questa scomparsa è legata anche la morte di Marco, figlio e fratello degli scomparsi, che si è verificata un anno e mezzo dopo e pare essere un suicidio, anche se alcuni elementi fanno propendere per l'ipotesi di omicidio. Questa storia torna ora di attualità grazie a Rossella Accardo, madre dei due ragazzi ed ex moglie di Antonio, che in questi giorni sta portando avanti la sua protesta contro l'archiviazione del caso di scomparsa.

Antonio Maiorana, 47 anni, e suo figlio Stefano, 22, spariscono misteriosamente da Palermo il 3 agosto 2007. Fin da subito appare chiaro che la scomparsa di padre e figlio è legata agli affari dell'uomo, noto costruttore della zona, socio e consulente dell'impresa Calliope Immobiliare. Di Antonio e Stefano si perdono le tracce proprio da uno dei cantieri della società, a Isola delle Femmine, dal quale si erano allontanati dicendo agli operai che sarebbero rientrati a breve.

Da allora nessuno più li vede. La Smart bianca di proprietà di Stefano verrà ritrovata giorni dopo nel parcheggio dell'aeroporto di Punta Raisi. Ma da chi è stata lasciata lì l'auto? Le indagini che si aprono dopo la scomparsa stabiliscono che sul volante ci sono le impronte degli scomparsi, ma anche di altre persone. Tra queste anche quelle di Dario Lopez, socio della Calliope Immobiliare.

Le prime indagini non portano però a nulla. Si cerca di trovare qualche traccia dai filmati di videosorveglianza dell'autostrada che porta a Punta Raisi, ma tutte le telecamere risultano misteriosamente spente proprio quel giorno, come Rossella Accardo farà poi notare in più occasioni.

Il primo sospetto è che Antonio e Stefano siano vittime della "lupara bianca", dal momento che il settore edile della zona in cui la Calliope operava era sotto stretto controllo mafioso. A rendere questa ipotesi più forte c'è anche la sparizione dell'hard disk del computer di Antonio, fatto smontare da Karina André, compagna dell'uomo, dopo la sua scomparsa e del quale non si conosce il destino. Si pensa che l'hard disk potesse contenere materiale compromettente, che avrebbe però forse potuto indirizzare le indagini sulla scomparsa dei Maiorana.

Oltre all'hard disk scompare anche un busta contenente dei documenti importanti che la stessa Karina, tre giorni dopo la scomparsa di Antonio, aveva prima consegnato ai genitori dell'uomo perché la nascondessero, per poi andarla a recuperare due settimane dopo. Cosa conteneva quella busta?

Intanto della scomparsa di Antonio e Stefano inizia ad occuparsene Chi l'ha visto e arrivano alcune segnalazioni secondo le quali padre e figlio potrebbero trovarsi in Spagna. Ci sono infatti degli avvistamenti in una discoteca di Barcellona che vengono verificati e risultano non rispondenti al vero. Si è forse trattato di un depistaggio?

Antonio e Stefano Maiorana scomparsi: la morte di Marco

Passa un anno e mezzo e il 6 gennaio 2009 Marco, il secondogenito di Rossella e Antonio, si toglie la vita gettandosi dal settimo piano del palazzo in cui viveva con suo fratello Stefano. Dopo oltre un anno dalla morte del figlio, Rossella Accardo trova per puro caso tra le pagine di un fumetto di Topolino di Marco un appunto che apre nuovi scenari sulla scomparsa dell'ex marito e del figlio:

"Mio padre diceva che se vuoi sconfiggere il tuo nemico devi fartelo amico... Mio padre diceva che bisognava trovare il punto debole del nemico. E poi sarebbe stato facile ricattarlo... Karina avrebbe fatto da spalla mentre lui conquistava tutti con promesse di soldi e sollecitando interessi sessuali... Non ho mai pensato che mio fratello e mio padre si siano allontanati per scelta. Ho subito pensato che fosse successo il peggio e con Karina abbiamo distrutto la memoria del pc dove si conserva il materiale".

Dopo questo messaggio e dopo l'ammissione dell'uomo che ha estratto l'hard disk dal pc di Maiorana, la Procura di Palermo iscrive nel registro degli indagati per favoreggiamento la compagna del costruttore, l'argentina Karina André. La donna avrebbe intralciato le indagini.

Rossella Accardo, a questo punto, inizia a sospettare che il caso di suo figlio Marco potrebbe anche non essere un suicidio. E se qualcuno lo avesse voluto mettere a tacere perché sapeva troppo?

Antonio e Stefano Maiorana scomparsi: Rossella Accardo contro l'archiviazione del caso

maiorana-noarchiviazione

La madre di Stefano e Marco non si è mai rassegnata alla perdita di entrambi i suoi figli e, oltre a cercare la verità da sette lunghi anni, ora si trova a combattere anche contro l'archiviazione del caso di scomparsa di Stefano e dell'ex marito Antonio. Già nel 2010 la Procura aveva proposto la richiesta di archiviazione, alla quale Rossella, insieme al suo legale, si era opposta.

Ora, benché ci siano ancora troppi punti oscuri nella vicenda Maiorana, il GIP - accogliendo la richiesta della Procura - ha disposto l'archiviazione. Ma Rossella non ci sta e dallo scorso 2 novembre sta portando avanti lo "sciopero del silenzio", per protestare contro un provvedimento che ritiene ingiusto.

Non solo: dallo scorso 21 novembre la Accardo, si è stabilita a Roma con un camper, a piazzale Clodio, davanti al Palazzo di Giustizia, per chiedere che sia data voce al suo silenzio, che il suo grido di giustizia venga ascoltato.

Solitamente nella nostra rubrica diamo voce alle madri, ai padri, ai familiari delle persone scomparse, perché possano scuotere le coscienze, raccontare il dramma che stanno vivendo, chiedere aiuto a chi può aver visto o può sapere. In questo caso, però, non è possibile: Rossella ha scelto la strada del silenzio da quasi un mese e al momento, essendo accampata a Roma, non dispone nemmeno di internet per poter rispondere alle nostre domande almeno per iscritto.

L'intervista a Rossella, comunque, arriverà in seguito, perché è giusto che le ragioni di questa madre trovino spazio e accoglienza e perché il suo sacrosanto diritto alla verità deve essere rispettato.

1470247_10205326124821299_1248145771787237283_n

  • shares
  • Mail