‘Ndrangheta al Nord Italia: 39 arresti tra Lombardia e Veneto

L’indagine è stata avviata due anni fa dopo la maxi inchiesta Infinito che ha portato alla condanna di 110 boss del Nord Italia.

Nuova maxi operazione contro la ‘Ndrangheta nel nord Italia, poche settimane dopo l’arresto di 13 persone tra Milano, Como e Monza-Brianza nel corso di un’indagine coordinata dal procuratore aggiunto Ilda Boccassini. Dalle prime ore di oggi, a conclusione di una lunga e delicata indagine durata oltre due anni, i carabinieri del Ros sono entrati in azione e hanno tratto in arresto ben 39 persone.

Le indagini, partite dopo la storica operazione Infinito, hanno permesso di identificare tre gruppi criminali radicati tra la provincia di Como e la provincia di Lecco, collegate saldamente alle cosche calabresi e profondamente radicate nel tessuto locale, e ricostruirne l’organizzazione interna e le attività criminali compiute sul territorio.

Due anni di indagini hanno permesso agli inquirenti, coordinati dalla Procura distrettuale antimafia di Milano, di raccogliere intercettazioni ambientali e telefoniche e, per la prima volta nella storia delle indagini sulla criminalità organizzata, di filmare una riunione di affiliazione in un clan della ‘ndrangheta, riunione che si è svolta nelle campagne alle porte di Lecco.

Fino ad oggi questi rituali erano stati oggetto dei racconti dei collaboratori di giustizia, ma ora grazie alle intercettazioni ambientali dei militari del Ros esiste una testimonianza diretta. Dalle intercettazioni è emersa anche la consapevolezza degli affiliati dell’impossibilità di cambiare. Michelangelo Chindamo, capo della cosca di Fino Mornasco, ha detto:

La musica può cambiare ma per il resto siamo sempre noi, non è che cambia, noi non possiamo mai cambiare.

Gli arresti di oggi sono stati compiuti tra i comuni di Fino Mornasco (Como), Calolziocorte (Lecco) e Cermenate (Como), piccoli comuni della Lombardia in cui i clan erano riusciti a insediarsi profondamente, pur restando in continuo contatto con la famiglie di origine in Calabria. In manette sono finite anche tre persone in Calabria, tra le quali il capo della cosca di Giffone, Giuseppe Larosa.

Tutti gli arrestati devono rispondere dell’accusa di associazione mafiosa, estorsione, detenzione e porto abusivo di armi.

State Prosecutor Ilda Boccassini is seen

Maggiori dettagli saranno diffusi nelle prossime ore.

© Foto Getty Images - Tutti i diritti riservati

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