Strage di Denver: come ha fatto il killer James Holmes ad accumulare armi senza essere fermato?

La strage di venerdì scorso al Century 16 Movie Theatre di Aurora, nei dintorni di Denver, ha riacceso il dibattito, mai davvero sopito, sulla facilità con cui, negli Stati Uniti, è possibile procurarsi un vero e proprio arsenale come quello utilizzato dal 24enne James Holmes per sparare a 71 persone, 12 delle quali sono rimaste uccise.

Un lungo articolo apparso su Wired cerca di fare chiarezza sulla questione, analizzando il caso di Holmes e provando a spiegare come sia stato possibile, per uno studente di 24 anni, procurarsi tutto quel materiale senza finire nel mirino delle autorità locali e nazionali.

Sappiamo che Holmes, incensurato, ha pianificato l'attentato con largo anticipo. Questo gli ha permesso di acquistare le armi - almeno un fucile e due pistole, regolarmente detenuti - e l'ingente quantità di munizioni ed esplosivi un po' alla volta. I federali, nonostante molto sia cambiato dopo l'11 settembre 2001, non hanno modo di tenere traccia di tutte le armi che vendono vendute ed acquistate ogni giorni negli Stati Uniti.

Può sembrar strano, ma per quanto possibile ci si affida al buonsenso dei venditori di armi, che sono invitati a segnalare alle autorità le situazioni sospette: ma la discrezione di chi vive vendendo armi e munizioni non basta. Chi ha precedenti penali o è tenuto d'occhio dai federali finisce in una watchlist e in quel caso gli sarà piuttosto difficile acquistare armi senza che le autorità lo vengano a sapere.

Stesso discorso per i materiali esplosivi: non esiste un database governativo dei materiali che possono essere utilizzati per realizzare delle bombe e anche in questo caso ci si affida al giudizio dei venditore, che ovviamente non basta. Aki Peritz, un ex analista del National Counterterrorism Center, ha sottolineato come oggi, negli Stati Uniti, sia "più facile scoprire chi acquista fertilizzante chimico anziché armi da fuoco".

Non esiste nemmeno un database federale di tutti i possessori di armi o di chi ne acquista di nuove. E questo grazie al Firearms Owners Protection Act del 1986 che vieta alle autorità di tenere uno. Per quanto riguarda le munizioni la situazione è ancora peggiore: si possono acquistare via internet e non c'è modo per i federali di sapere chi li ha comprati né quanti ne sono stati acquistati.

James Holmes ha fatto proprio così: ha acquistato online munizioni per centinaia e centinaia di dollari, se le è fatte spedire a casa e le autorità l'hanno scoperto solo a strage compiuta, quando il danno era ormai fatto.

In definitiva, scrive Wired, basta conoscere le leggi statunitensi e i regolamenti in fatto di armi per acquistare un vero e proprio arsenale senza dare nell'occhio. Se non si è inseriti in una watchlist, basta seguire qualche piccolo accorgimento e farla franca: mai acquistare due armi dello stesso tipo ed attendere almeno cinque giorni tra l'acquisto di un'arma e l'altra, poi sfruttare la mancanza di regolamentazioni per l'acquisto di munizioni e il gioco è fatto.

Visto il grosso potere della lobby delle armi negli Stati Uniti, si può solo sperare che i tragici eventi della strage di Denver servano a mettere in evidenza queste grosse lacune e spingano chi di dovere a trovare un rimedio. Difficile che si arrivi ad uno scenario simile, soprattuto alla luce delle dichiarazioni diffuse in questi giorni dalla National Rifle Association (Nra), che continua a difendere a spada tratta il possesso di armi. Come a dire che se tutte le persone che si trovavano nel cinema di Denver avessero avuto a disposizione un'arma, il bilancio della strage sarebbe stato ben diverso. A voi l'ultima parola.

Via | Wired
Foto | ©TMNews

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