Camorra, il boss Giuseppe Setola cambia idea: “Non collaboro più con la giustizia”

Passo indietro per il capo dell'ala stragista dei Casalesi: Setola ha deciso di non voler più collaborare con la giustizia e le informazioni rivelate nei giorni scorsi devono essere considerate come false.

E’ durata una manciata di giorni la presunta collaborazione con la giustizia del boss Giuseppe Setola, il capo dell'ala stragista dei Casalesi che ad inizio ottobre aveva sconvolto tutti dicendosi pentito e manifestando l’intenzione di diventare un collaboratore di Giustizia.

Nel corso dell’ultima udienza del processo per l’omicidio dell'imprenditore Domenico Noviello, Setola, imputato per quel delitto, rivelò la propria decisione:

ho deciso di collaborare, il pm Milita venga da me già da stasera. Salvate la mia famiglia, altrimenti i Bidognetti li uccidono.

Oggi il dietrofront, arrivato durante l’ultima udienza del processo per il duplice omicidio Pecchia-Orabona:

Non voglio essere esaminato. Voglio solo dire che ho detto un sacco di bugie per uscire prima dal carcere.

In realtà Setola, condannato in via definitiva a sette ergastoli per 15 omicidi, avrebbe fatto tutto da solo. In pochi avevano creduto alle sue parole. Il Pm Alessandro Milita, il 30 ottobre scorso, aveva dichiarato:

Setola è al momento solo un mero dichiarante e l’asticella per ammetterlo al programma di protezione sarà molto alta.

Gli aveva fatto eco anche il Procuratore nazionale antimafia Franco Roberti, smentendo i tanti che già davano il boss per collaboratore:

Setola è detenuto al 41 bis, non è un collaboratore ma è un dichiarante.

In seguito alle dichiarazioni di oggi, Giuseppe Setola ha revocato il mandato all’avvocato Rachele Merola, iscritta nel registro della DDA per i difensori dei pentiti, e nominato un nuovo legale, l’avvocato Alessandro Diana, che ha subito rinunciato all’incarico e costretto il Presidente della Corte a nominarne uno d’ufficio.

Su Setola pende ora un’altra condanna all’ergastolo, quella per l’omicidio di Domenico Noviello, ucciso nel 2008 perchè aver denunciato chi gli chiedeva il pizzo. La sentenza è attesa a giorni.

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