Chiuso a Roma un ristorante controllato dai Casalesi

allarampa

Dopo mesi di indagini svolte in assoluto silenzio sulle attività commerciali nel centro storico di Roma gestite da ’ndrangheta e camorra, il primo a cadere è il celebre ristorante "Alla Rampa", nei pressi di Piazza di Spagna e Trinità de' Monti.

Il locale, ufficialmente di proprietà di un'azienda, sarebbe in realtà controllato da alcuni elementi vicinissimi al clan dei Casalesi, responsabile, tra l'altro, della strage di Duisburg dello scorso anno.

Stando a quanto emerso dalle indagini, avviate dalla Direzione distrettuale antimafia di Roma insieme alla Dda di Reggio Calabria, sarebbero circa una ventina, tra centri commerciali, ristoranti e alberghi, i locali gestiti da prestanome per conto della mafia calabrese e napoletana. Sembra che le due organizzazioni abbiano fatto un patto per spartirsi la Capitale, come riportato questa mattina dal Corriere:

Tra ’ndrangheta e Casalesi sarebbe stato stipulato un patto sulla Capitale: ai boss calabresi, i locali del centro storico. Alla camorra, il controllo degli ipermercati nelle periferie. Le cosche hanno l’esigenza di riciclare il denaro sporco proveniente dai traffici di droga, dalle estorsioni, dall’usura. Con gli acquisti, spesso perfezionati dopo trattative-lampo e a prezzi di molto superiori a quelli di mercato, i soldi vengono «lavati ». Così gli incassi puliti di hotel, ristoranti e negozi sono pronti per essere reinvestiti, in una catena infinita che non manca di infiltrarsi negli appalti per le opere pubbliche. E il contenuto di un’intercettazione tra un insospettabile e un boss la dice lunga sull’importanza della posta in ballo: «Bisogna trovare subito 500 milioni... ».



E mentre la procura ha chiesto il sequestro del suddetto ristorante, le indagini proseguono e promettono importanti rivelazioni nei prossimi giorni.

Via | Corriere

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