Storie di scomparse: Gabriele De Tursi

Per la rubrica Storie di scomparse, raccontiamo oggi la storia di Gabriele De Tursi, scomparso da Strongoli (KR) il 5 giugno 2013.

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Gabriele De Tursi scomparso: la storia

Gabriele De Tursi scompare da Strongoli, un paese in provincia di Crotone, il 5 giugno 2013. Il ragazzo, 19 anni, neodiplomato elettricista, esce di casa dopo pranzo con la sua moto, una Honda Hornet 600 blu e non fa più ritorno. Gabriele lascia a casa il telefono cellulare, i documenti e il portafoglio, e questo fa pensare che lui prevedesse di tornare a casa a breve, ma deve essere successo qualcosa che glielo ha impedito.

Alle 19 Gabriele doveva incontrarsi per cena con la sua fidanzata, ma da quel pomeriggio nessuno più lo vede. Si pensa inizialmente a un incidente stradale, ma le ricerche, effettuate anche con l'utilizzo di un elicottero, non portano a nulla. Di Gabriele e della sua moto non c'è alcuna traccia.

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Gabriele De Tursi scomparso: il ritrovamento della moto

Passano quasi undici mesi senza alcuna notizia, fino a quando il 26 aprile 2014 viene ritrovata dai carabinieri della stazione di Strongoli la moto di Gabriele, in aperta campagna, nei pressi della SS 492, in un tratto da tempo interdetto al traffico a causa di una frana. Luogo che peraltro era stato a lungo ispezionato dopo la scomparsa del giovane senza che venisse prima rinvenuto nulla.

Come ci racconta Anna - la madre di Gabriele - nell'intervista che segue, si arriva al ritrovamento della moto grazie a una lettera anonima che è stata fatta recapitare alla famiglia nella chiesa da lei frequentata.

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Gabriele De Tursi scomparso: l'intervista a mamma Anna


Dopo Caterina e Laura, rispettivamente presidente e vicepresidente dell'Associazione Cercando Fabrizio e... e mamme di Fabrizio Catalano e Davide Barbieri, ho raccolto lo sfogo di Anna, la mamma di Gabriele. Anna è una donna del Sud che vive per i suoi tre figli e che non riesce a rassegnarsi alla mancanza di uno di loro. Benché sia ormai consapevole che Gabriele potrebbe essere morto, Anna continua a mantenere viva una piccola speranza, tanto che ogni giorno sistema il letto di suo figlio pensando che potrebbe tornare a casa da un momento all'altro. Perché una mamma non si rassegna mai alla mancanza di un figlio, ancora di più se non ha un corpo da piangere.

Credi che qualcuno sappia cosa è successo a Gabriele?

Qualcuno sicuramente sa, ma non parla. Purtroppo tutto tace, nemmeno dopo il ritrovamento della moto qualcuno si è fatto avanti per dire quello che sa.

La moto è stata trovata per caso o è stata fatta ritrovare?

La moto è stata fatta ritrovare con una lettera anonima lasciata in chiesa. Io spesso vado a messa la sera, tutte le volte che posso. Quindi qualcuno che è del paese - e che conosce bene i miei spostamenti - ha fatto in modo di farmi trovare in chiesa questa lettera, una sera. Il parroco mi ha chiamato, dicendomi che doveva parlarmi. Mi ha detto di aver trovato la mattina, in sacrestia, questa lettera in cui c'era scritto di far sapere ai genitori di Gabriele dove si trovava la moto. Il prete me l'ha consegnata, raccomandandomi di andare in caserma. Io quindi sono andata dai carabinieri e poi la moto è stata ritrovata.

Correggimi se sbaglio: in quel luogo Gabriele e la moto erano stati già cercati dopo la scomparsa e mai trovati. È come se la moto sia stata messa lì in seguito...

Sì, erano stati cercati tanto là, dopo la scomparsa. La moto inoltre era in buone condizioni, come se fosse stata messa lì un paio di mesi prima. Se avesse passato in quel luogo, in mezzo alla vegetazione, quasi un anno con l'inverno di mezzo e il maltempo non l'avrebbero ritrovata in buono stato. Hanno fatto ritrovare solo la moto, senza le chiavi, senza il casco di mio figlio, e mancavano anche i due specchietti che c'erano da entrambi i lati.


Secondo te Gabriele si sarebbe mai separato volontariamente dalla sua moto?

Mai, assolutamente, perché era troppo legato alla moto. Per questa moto lui aveva fatto di tutto, anche se io non volevo, perché non aveva l'età, non aveva la patente, e fino a pochi giorni prima della sua scomparsa ho cercato di convincerlo a lasciar perdere, dicendogli che poteva succedere qualcosa di brutto.

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Tu credi che Gabriele possa essere andato via volontariamente?

No. Gabriele aveva dei progetti: voleva mettere su una fattoria, con gli animali, nella nostra terra. Ogni tanto diceva che gli sarebbe piaciuto lasciare la Calabria, il nostro paese, per cercare un futuro migliore, ma era un ragazzo che non si muoveva senza avere un punto di appoggio, e poi non sarebbe mai andato via senza dirmelo. Sapeva quanto stavo male senza sue notizie, anche se andava via per poche ore e non lo vedevo tornare lo chiamavo ogni cinque minuti. Conoscendomi, lui non mi avrebbe mai fatto questo.

Una delle prime cose che ho pensato, leggendo la storia di Gabriele, è che qualcuno possa averlo fatto sparire, magari perché può aver visto qualcosa che non doveva vedere. Tu che idea ti sei fatta?

È quello che penso anche io: lo hanno fatto sparire. Ed è un pensiero terribile e un'angoscia continua. Non c'è giorno che io non tocchi un suo indumento, che vada nella sua stanza, che lo aspetti. Ogni giorno faccio le cose come se lui dovesse tornare: questa mattina ho anche cambiato le lenzuola al suo letto. La speranza, per quanto vana, che lui torni io ce l'ho.

Tu hai anche altri due figli, due gemelli. Immagino che anche per loro questa situazione non sia facile...

È terribile anche per loro. Il maschio non vive più qui, mentre a casa con me c'è la femmina. Anche loro ne soffrono e sono convinti che il fratello sia morto, ma non si potranno mai rassegnare, come me, fino a quando non sapremo la verità.

Nessuno è venuto a casa tua per aiutarti, per farti sapere qualcosa?

Nessuno. All'inizio veniva la ragazza di Gabriele, che è sette anni più grande di mio figlio, e secondo lei la scomparsa era da attribuire a un incidente. Ma per dieci giorni si è cercato mio figlio, anche con gli elicotteri, senza trovare nulla e la pista dell'incidente è caduta. Allora ha avanzato l'ipotesi di una lite finita male, ma in quel caso i miei dubbi erano sul perché non mi facessero ritrovare il corpo. Poi con il passare del tempo non si è più visto nessuno, ci hanno abbandonato tutti. Perché con questi problemi davvero tutti ti voltano le spalle.

Quale è stata la reazione del paese di fronte alla scomparsa di tuo figlio?

La prima settimana le persone venivano a casa mia, anche gente che non avevo mai frequentato, e si comportavano come se volessero darmi le condoglianze. È stata una cosa che mi ha fatto tanto male e che mi ha fatto anche pensare. Io fino a quel momento non ho mai sospettato che mio figlio potesse avere delle cattive compagnie, per me era un bravo ragazzo, come tanti giovani della sua età. Solo dopo la sua scomparsa, la sua fidanzata mi ha detto che Gabriele era finito in un giro di marijuana, e a quel punto ho iniziato a preoccuparmi, a pensare che potesse essere successo qualcosa. Ora quello che posso pensare è che Gabriele sia finito in qualcosa più grande di lui. Ma qualsiasi cosa mio figlio possa aver fatto questo non è un motivo sufficiente per non cercarlo. Mi fa rabbia, perché Gabriele aveva solo 19 anni quando è scomparso e non aveva mai fatto del male a nessuno.

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Però almeno hai trovato il sostegno di altre mamme che vivono il dramma di una scomparsa, come ad esempio Caterina e Laura, e dell'Associazione Cercando Fabrizio e...

Sì, tantissimo. Il giorno che ci siamo incontrate a Roma per la trasmissione Storie Vere io purtroppo avevo il treno prenotato per il primo pomeriggio, altrimenti non sarei ripartita, perché ho trovato due persone meravigliose. Io parlavo e loro mi capivano perfettamente, perché ci troviamo nella stessa condizione. I nostri figli sono tutti scomparsi, ogni storia è diversa dall'altra, ma c'è sempre qualcosa che le accomuna, come ad esempio delle madri che cercano i propri figli, che vogliono riportarli a casa. E Caterina è veramente magnifica, perché nel suo dolore ora sa anche come aiutare gli altri che si trovano a vivere una scomparsa.

A parte l'Associazione quindi tu sei da sola in questa ricerca di tuo figlio?

Sì, sono da sola o quasi. C'è l'Associazione Libera di don Ciotti, qui vicino, e loro ogni tanto mi chiamano per sapere come sto, se ci sono novità, se possono fare qualcosa.

Gli inquirenti che dicono?

Per i carabinieri si tratta di un caso di lupara bianca. E forse hanno ragione. Io quello che dico e chiedo sempre è che mi venga fatto ritrovare mio figlio, così come mi hanno fatto ritrovare la moto, anche in maniera anonima. A me della moto non interessa nulla, io voglio mio figlio.


Cosa vuoi dire ancora a chi ci legge?

Il giorno 5 novembre sono stati 15 mesi dalla scomparsa di mio figlio e non è possibile che non ci sia neppure una notizia su di lui, una pista da seguire. Io voglio sapere cosa è successo, se qualcuno ha fatto del male a mio figlio e perché. E anche se morto, voglio ritrovarlo, almeno saprei dov'è. Il dolore poi non passa mai, ma almeno sai dove andare a piangerlo. Quando guardavo Chi l'ha visto e vedevo quante persone scomparse ci sono in Italia non riuscivo a capacitarmene, mi sembrava una cosa incredibile, e mai avrei immaginato di trovarmi io stessa in questa situazione. E quando ti capita è un dolore enorme, è davvero dura.

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