Narcotrafficanti messicani rapiscono bimbo di 6 anni per un regolamento di conti con suo nonno

Cole&ClemonsPuffinburger

E' il nonno la causa del rapimento del piccolo Cole Puffinburger, 6 anni, che vedete qui sopra nella foto diffusa dalla polizia di Las Vegas, portato via questo mercoledì dalla sua casa di Las Vegas da alcuni narcotrafficanti messicani armati vestiti da poliziotti.

Un crudele regolamento di conti con il nonno del bambino, Clemons Fred Tinnemeyer, 51 anni (a destra nella foto), colpevole di aver sottratto al cartello messicano un'ingente partita di droga del valore approssimativo di 20 milioni di dollari.

L'uomo, in un primo momento irreperibile, è stato poi rintracciato questo venerdì e rinchiuso nel carcere di San Bernardino, mentre il bambino, dopo giorni di ricerche, è stato liberato ieri mattina. Evidentemente al cartello è bastato che il signor Tinnemeyer finisse dietro le sbarre.

E' stato grazie alla diffusione capillare delle foto del bambino che un passante è riuscito a riconoscerlo mentre camminava lungo una strada a qualche chilometro dal luogo del rapimento ed ha avvisato le autorità. Come diffuso in un comunicato, il piccolo Cole era in buone condizioni di salute, anche se provato dall'esperienza vissuta ed è tornato a casa dalla sua mamma.

In questo caso possiamo dire che la vicenda si è conclusa bene, ma non è sempre così quando c'è di mezzo il cartello messicano. Sembra infatti che la guerra privata coi narcotrafficanti messicani si stia spingendo sempre più oltre, tanto che nell'ultimo anno, per risposta, sono aumentati omicidi e rapimenti proprio ai danni di cittadini di origine messicana.

Via | New York Times

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