La banda della Magliana - Seconda parte

Ci eravamo fermati all’arrivo nel gruppo di Nicolino Selis e ai suoi legami con la mafia campana: momento decisivo nella storia della Banda della Magliana.

Siamo nella primavera del 1978 e il potente boss della Camorra Raffaele Cutolo è appena evaso da un ospedale psichiatrico di Aversa e decide di incontrare il vecchio amico Selis. Lo nomina così suo luogotenente su Roma e comincia così una forte unione tra i camorristi napoletani e i malavitosi romani, principalmente per quanto riguarda il traffico di droga.

Poco tempo dopo, grazie a Nicolino Selis, verrà coinvolto nel gruppo anche il noto rapinatore aciliano Gianfranco Urbani, detto Er pantera, che ha invece collegamenti con la ‘Ndrangheta.

Ma le mire espansionistiche della banda non sono ancora terminate: una nuova opportunità è rappresentata infatti dagli ippodromi e dalle scommesse truccate.

L’unico problema è che quasi tutto il giro di scommesse su Roma è gestito da tale Franco Nicolini, detto “Franchino er criminale”, che difficilmente farà spazio ai nuovi arrivati.

Nicolini è però una vecchia conoscenza di Selis: sembra sia stata proprio una soffiata di Franchino ad incastrare Selis e farlo finire in prigione. A questo si aggiunge uno sgarro fatto da Nicolini ad un affiliato della Camorra, Salvatore Caruso, che aveva scommesso sui suoi stessi cavalli facendone abbassare le quote.

Secondo Selis ci sono quindi motivi più che sufficienti per eliminarlo. E’ il 25 luglio del 1978 quando, davanti all’ippodromo di Tor di Valle, Franco Nicolini viene freddato con nove colpi di pistola.

Questo nuovo colpo è l’ulteriore conferma che l’idea iniziare di riunire le piccole bande armate in un’unica grande organizzazione funziona realmente. Ma il “successo” della banda sta proprio nelle sua organizzazione, che rifiuta un unico boss a favore di più capi a controllo di altrettanti gruppi minori, ognuno spesso indipendente dall’altro nei crimini, ma tutti uniti nella spartizione equa dei guadagni.

Comunque ora che Nicolini è fuori dal gioco, l’intero giro di scommesse sulla Capitale è passato in mano alla Magliana.

Sono di questo periodo anche i primi “scambi di favori per omicidi” tra la Banda della Magliana ed i Nuclei Armati Rivoluzionari (NAR). Quest’ultimi si facevano riciclare il denaro sporco proveniente dalle rapine che eseguivano per finanziarsi, in cambio si mettevano a disposizione della Banda per lavori occasionali come il trasporto di droga.

-- fine seconda parte --

  • shares
  • Mail